Dal 19 marzo al 22 luglio a Palazzo Strozzi il revival della mostra del 1949frutto della collaborazione con Peggy Guggenheim, da non perdere

Dal 19 marzo al 22 luglio è aperta agli avventori di Palazzo Strozzi, una mostra che ha destato l’interesse di molti e risulta essere un’interessante attrattiva per gli amanti dell’arte “moderna”.

Si tratta in, volendo puntualizzare, del revival della mostra che nel 1949, grazie alla collaborazione con Peggy Guggenheim portò a Firenze opere all’ora veramente contemporanee, con discreto successo.

In effetti, nonostante le dimensioni non esorbitanti ed il fatto che la maggior parte delle opere siano di artisti sconosciuti al grande pubblico, vale la pena non perdersi l’occasione di osservare nel centro di Firenze opere dell’avanguardia del secolo scorso. Da Pollock a Kandinsky passando per gli italiani Burri e Fontana in un excursus che non può fare che bene alla scena culturale cittadina.

Ovviamente la “punta di diamante” fiorentina sono la storia e l’arte rinascimentale; appartengono al nostro retaggio culturale ed è su queste che si basa anche la nostra concezione dell’arte, ma anche le opere più moderne hanno un certo fascino, sono molto emozionali e danno quell’appagamento interiore tipicamente atteso da chi si reca ad una mostra.

Palazzo Strozzi risulta da molti decenni essere un vanto per la città grazie all’instancabile organizzazione di eventi sempre nuovi, piacevoli e ricercati, in una città che per quanto riguarda l’arte vive della rendita di un passato glorioso, ma molto, molto lontano anche se ancora palpabile.

Purtroppo nella nostra regione non vi è molto spazio per il nuovo (pensato alla scarsa valorizzazione del museo Pecci)e la valorizzazione del “vecchio” scarseggia, così direi che una mostra, comunque di un certo livello, come quella in corso allo Strozzi meriti apprezzamento e valga decisamente la pena di essere visitata