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Nonostante le ipocrite esternazioni dei più in favore di una donna “curvy” è ancora l’anoressia a farla da padrone.

 Come anche il più disinteressato alla moda ed ai carpet in generale non ha potuto fare a meno di notare a “La ville Lumiere” si è celebrata la kermesse più chic di tutto l’anno e quindi largo alle sviolinate d’ufficio più ruffiane dell’intero ellittico tour eliocentrico, che siamo soliti compiere con cadenza regolare.

Aldilà di tutto, la manifestazione è stata piuttosto interessante, ma forse più dal punto di vista antropologico che da quello meramente artistico.

Certo capi interessanti hanno sfilato, ma ciò che più è saltato all’occhio, pur non sempre attento degli addetti ai lavori, che lo abbiano confessato o meno,  è stata la scarsa affluenza di pubblico e di star che ha circoscritto la fashion week ad un ambito prettamente tecnico/stilistico come mai prima.

Anche le idee non erano poi così chiare neanche nelle fervidamente creative menti dei designer tanto che abbiamo saputo, da chi i capi li realizza per davvero (ed in toscana continuiamo a rimanere i numeri uno, soprattutto nelle lavorazioni della pelle) che fino ad una settimana prima dell’inizio le collezioni non fossero neanche ben delineate e che è andato bene il primo tentativo di sviluppo, senza avere nè tempo, nè modo di correggere il tiro se qualcosa non fosse riuscito al meglio.

Prodotti interessanti se ne sono visti, chiaramente, ma non avendo qui modo di parlare un po’ di tutti preferisco invece fare una riflessione su come malgrado le infinite campagne contro questa visione dell’immagine femminile, la donna nella moda sia ancora agghindata da moribonda e nonostante le ipocrite esternazioni dei più in favore di una donna “curvy” è ancora l’anoressia a farla da padrone.

Firenze resta comunque la capitale della moda, nonostante questo tipo di evento, abbia fatto tappa sia a Milano che a Parigi.