La storia commovente di una famiglia aretina: dopo anni di ricerca ha finalmente ritrovato, grazie ad un microchip, il proprio animale quando ormai la speranza sembrava persa. Piccoli consigli per non perdere il proprio cucciolo

Pato, questo il nome del cagnolino sparito nell’ottobre del 2013 in provincia di Arezzo.

E’ un simpatico bouledogue francese bianco e nero su cui i padroni, disperati per la scomparsa, avevano posto una ricompensa per il ritrovamento di 2.000 euro.

Avevano inoltre battuto palmo a palmo la città aretina tappezzandola di volantini e utilizzando i social network per facilitare la ricerca.

La storia fu ripresa da giornali e siti internet ma la speranza andava via via scemando con il passare del tempo e con la mancanza di notizie.

Poi la svolta. I proprietari vengono contattati dalla Usl di Portici, provincia di Napoli.

Pato è stato trovato proprio nella località campana e grazie al microchip è stato possibile ricondurlo a casa. Non è dato sapere come sia finito a più di 400 km dalla propria famiglia. Le domande si accumulano ma quello che più importa è che sia finalmente tornato dai suoi amorevoli padroni.

Si può proprio dire: una storia a lieto fine.

Questa storia insegna che non sempre è possibile tenere i propri animali sotto costante controllo e può bastare una distrazione di un istante per perderlo.

Insomma, l’incubo di ogni proprietario.

Fortunatamente la tecnologia ci viene in soccorso. Come accaduto per la famiglia aretina, fondamentale per poter ritrovare i proprietari è stato il microchip impiantato sul cagnolino. Per questo i veterinari consigliano vivamente l’utilizzo di questo piccolo ma essenziale strumento.

Ma non è l’unico; notizia di poco tempo fa è l’invenzione, da parte di una nota azienda telefonica, di un apposito dispositivo gps per il proprio cane o il proprio gatto da agganciare al collare. Grazie a questo apparecchio e ad una semplice app è possibile sapere sempre dov’è il proprio animale, le attività che ha compiuto durante la giornata (quanto ha corso, quanto ha dormito) e, impostando un recinto virtuale, essere avvertiti se sta uscendo dalla zona che abbiamo pensato essere sicura.

Una sorta di Grande Fratello per i nostri cani e gatti. Ma certamente così potremmo dormire sonni tranquilli!