Lo straordinario talento del violinista  Uto Ughi, insieme alla capacità interpretativa del pianista Bruno Canino, daranno vita ad un programma che prevede alcune delle partiture più emblematiche della musica barocca e romantica

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UTO UGHI

Erede della tradizione musicale che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche, Uto Ughi ha mostrato uno straordinario talento fin dalla prima infanzia: all’età di sette anni si è esibito per la prima volta in pubblico eseguendo la Ciaccona dalla Partita n° 2 di Bach ed alcuni Capricci di Paganini. Ha eseguito gli studi sotto la guida di George Enescu, già maestro di Yehudi Menuhin; quando era solo dodicenne la critica scriveva: “Uto Ughi deve considerarsi un concertista artisticamente e tecnicamente maturo”. Uto Ughi suona con un violino Guarneri del Gesù del 1744, che possiede un suono caldo dal timbro scuro ed è forse uno dei più bei Guarneri esistenti, e con uno Stradivari del 1701 denominato Kreutzer perché appartenuto all’omonimo violinista a cui Beethoven aveva dedicato la famosa Sonata.
Nel 2013 ha pubblicato il libro Quel Diavolo di un Trillo – note della mia vita, edito da Einaudi: la storia di una vita incredibile, interamente dedicata alla musica.

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BRUNO CANINO

Allievo di Vincenzo Vitale e di Enzo Calace per il pianoforte, e di Bruno Bettinelli per la composizione, presso i Conservatori di Napoli e di Milano, si è distinto nei concorsi internazionali di Bolzano e di Darmstadt alla fine degli anni cinquanta. Ha insegnato pianoforte per 24 anni presso il Conservatorio di Milano. Un’intensa attività concertistica la sua, come solista e pianista da camera e in duo con il pianista Antonio Ballista e con il flautista Severino Gazzelloni nelle principali sale da concerto e Festival internazionali. Si è specializzato nell’interpretazione di musica contemporanea lavorando con compositori come Pierre Boulez, Luciano Berio, Georgy Ligeti, Bruno Maderna, Luigi Nono per nominarne alcuni dei quali spesso ha eseguito opere in prima esecuzione. Dal 1999 al 2002 è stato direttore della Sezione musica della Biennale di Venezia.
Nel 1997 ha pubblicato un libro intitolato Vademecum del pianista da camera.