Le giravolte del Comico toscano Roberto Benigni sulla sua scelta di voto in merito al referendum costituzionale di ottobre 2016 hanno arricchito le pagine di molti quotidiani nazionali

Probabilmente a Roberto Benigni potrebbe riuscire bene un’altra professione artistica: quella del ballerino.

Ebbene sì, con tutte le sue giravolte e contorsioni politiche, attuate in poche settimane per giustificare un “cambio di verso” sul tipo di votazione al Referendum Costituzionale, altro non posso affermare.

Roberto Benigni comico toscano conosciuto ed apprezzato da tutti per i suoi spettacoli ed i suoi film, forse farebbe bene a dedicarsi alla sua professione di comico, perché già faceva ridere di suo per meriti sul palco, adesso fa ridere o forse “piangere” se vogliamo citare uno dei suoi più celebri film fatto nel 1984 in compagnia di un altro grandissimo del cinema italiano, Massimo Troisi.

Ma cosa ha detto e fatto Benigni? Vediamo …

“Sarei orientato a votare no al referendum di ottobre sulle riforme costituzionali, proprio per proteggere la nostra meravigliosa Costituzione”.

Lo ha detto all’ ANSA, Roberto Benigni, a Pisa a margine di un incontro tra gli allievi della scuola Normale e sua moglie Nicoletta Braschi insieme all’attore e regista Andrea Renzi su “Happy days” testo di Samuel Beckett con i quali stanno girando i teatri italiani.

Era il 2 maggio scorso. La posizione di Roberto Benigni scatena molte reazioni preoccupate nel PD e nel mondo della sinistra ben pensante.

Dopo appena un mese, ecco la giravolta, e cosa dichiara stavolta Benigni dopo il mai troppo famoso “contrordine compagni”: in un’intervista a Repubblica dichiara il comico toscano: “Anche se capisco profondamente e rispetto le ragioni di coloro che scelgono il no, voterò sì“. Ed ancora ha aggiunto “Io sono affezionato particolarmente alla prima parte, quella dei diritti e dei doveri, che per fortuna nessuno vuole toccare. Ma sulla parte dell’ordinamento dello Stato intervenire si può, anche tenendo conto della fase storica in cui la Costituzione è nata, dopo un periodo di umiliazione del Paese e delle sue istituzioni”.

Che tristezza vedere tirare per la giacchetta prima le icone storiche della sinistra come Nilde Iotti, Berlignuer, Togliatti ed ora pure i comici “rossi”.

Il Premier Matteo Renzi è proprio in grande difficoltà, se deve coinvolgere pure i comici italiani per convincere gli Italiani a votare Si.

Peccato, perché a mio avviso, spreca solo tempo e fatica basta infatti già lui stesso a far ridere gli italiani, non incentivi il clima attuale.

Un po’ di serietà almeno parlando della nostra storica Costituzione ci vorrebbe. Questa Riforma Renziana modifica ben 47 articoli della Nostra Carta su 139 forse occorrerebbe parlare di tali cambiamenti (o presunti) ma di farlo alla luce del sole non in teatri riempiti da “truppe cammellate piddine”.

Ormai però , è chiaro a tutti, questo quesito referendario è diventato un caso di vita o di morte politica per il Giovane Premier di Rignano. Ognuno se lo ricordi il prossimo Ottobre e voti secondo la propria coscienza!