La tematica moschea a Firenze sta diventando molto calda dopo un periodo di calma piatta. A causa della nascita della moschea abusiva di San Jacopino in un fondo commerciale, il sindaco Nardella cerca un posto dove poter radunare provvisoriamente i musulmani praticanti.

Firenze moschea abusiva

Il tema moschea torna prepotentemente nell’agenda politica fiorentina.
Nel rione di San Jacopino, ove prima sorgeva una cartoleria, è nata una moschea abusiva nella quale si ritrovano per pregare quasi tutti i giorni, ad esclusione del venerdì (momento nel quale si radunano con tutta la comunità musulmana in piazza dei Ciompi), quasi una cinquantina di persone.

Le preoccupazioni dei residenti

I residenti fin da subito hanno espresso la propria perplessità e la propria preoccupazione. Non solo per le continue minacce terroristiche che sconvolgono il mondo, ma anche e soprattutto per una questione di sicurezza (il locale è troppo piccolo, senza estintori e senza uscite di sicurezza) e di principio (il luogo ha un indirizzo commerciale e non di culto).

Il quartiere ma anche la città chiede l’intervento di Palazzo Vecchio e il sindaco Dario Nardella corre ai ripari.
Dopo i tentativi, andati a vuoto, di trovare una location per la costruzione di una nuova moschea, ecco che, con l’evoluzione dello scenario, si viene a cercare una struttura che possa provvisoriamente contenere i circa 1500 fedeli che ogni venerdì si ritrovano per la preghiera in vista poi di una soluzione definitiva.

La soluzione e lo scontro sulla moschea.

La scelta sembra ricadere sull’aula bunker di via dell’Agnolo.
Questo episodio però apre un dibattito molto caldo con due fazioni ben distinte che stanno affilando le armi in vista di quella che si prospetta un grande scontro tra due modi totalmente opposti di vedere il rapporto tra comunità musulmana e la nostra città.

Il primo schieramento, quello del sindaco, della sinistra, dell’Imam Izzedin Elzir e dei fedeli islamici, insiste da anni per poter riuscire a costruire la moschea a Firenze e sente l’obiettivo sempre più vicino al suo compimento; la seconda invece, quella composta dal centrodestra e dal neo nato Comitato No Moschea, ha già dichiarato di essere pronto ad una strenua battaglia affinché quest’opera non venga realizzata.

Lo scontro si prospetta infuocato, senza esclusioni di colpi.

Prevarrà la linea dell’integrazione, concedendo così un unico grande luogo di culto o le ragioni e i dubbi che alcuni cittadini, forse giustamente, hanno nei confronti del progetto moschea e nei confronti della comunità musulmana?