A Sesto Fiorentino si è votato un referendum sull’inceneritore più che per il sindaco. Il messaggio è chiaro: #unvisifafare.

Vince Lorenzo Falchi a Sesto Fiorentino.

Una vittoria netta contro il suo avversario Lorenzo Zambini. L’accordo con Quercioli ha funzionato e Falchi raddoppia rispetto al primo turno. Zambini perde circa 300 voti. Il PD non conquista elettorato degli altri partiti. Confermato il trend nazionale.

Inceneritore? #unvisifafare

Ma il voto di Sesto non è un dato politico. I sestesi si sono recati alle urne per un referendum sull’inceneritore. Il ballottaggio è stata la scelta tra il si all’inceneritore e il no. Il risultato è chiaro: “#unvisifafare”. Una scelta indipendente tra partiti e idee politiche.

I sestesi, con un sussulto d’orgoglio, ne hanno suonate al PD. Ne hanno suonate a quel PD che pensava di poter prendere qualunque scelta a “Sestograd”. Probabilmente su molti punti del programma Zambini trova ancora più consenso degli altri. La ZTL, il centro, i giovani, la sicurezza, tutti punti programmatici apprezzati a Sesto. Ma l’inceneritore passa prima di tutto.

Il clima è bollente, scottante. I sestesi con il voto hanno dimostrato una forte preoccupazione sulla costruzione del nuovo inceneritore. Le mamme sono preoccupate per i propri figli. I medici si accusano di mancanza di professionalità. Confedilizia annuncia il calo del 20% dei prezzi delle case. Adesso la palla passa alla politica. Se Falchi non riuscirà a bloccare l’inceneritore perderà tutta la sua credibilità.

Così Falchi si troverà a gestire il problema più puzzolente dell’area fiorentina. I rifiuti in qualche modo andranno smaltiti e la raccolta differenziata è ancora un sogno. Dario Nardella e il PD fiorentino non retrocedono sull’inceneritore. Ma il messaggio dei sestesi è stato chiaro.

Riuscirà il neo-sindaco Lorenzo Falchi a trovare una soluzione alternativa? Deve.

Nardella non può retrocedere. Zambini ha sempre dichiarato che ormai è già tutto deciso, che non si può cambiare nulla. Nardella e Zambini fanno parte dello stesso PD renziano. Retrocedere sull’inceneritore significa smentire se stessi.

Ma il voto dei cittadini conta ancora qualcosa? Una soluzione va trovata.