Le Cascine sono nuovamente al centro della discussione. Un altro albero è caduto sfiorando un passante vicino al luogo dove nel 2014 morirono nonna e nipote. Si apre nuovamente la discussione politica sulla gestione di questo importantissimo parco.

Il parco delle Cascine

Il parco delle Cascine, il più grande parco pubblico fiorentino (è esteso infatti per circa 160 ettari), iniziò ad essere progettato nel 1563. Alla nascita doveva essere una tenuta agricola di Cosimo I de’ Medici, dove la più importante famiglia fiorentina poteva cacciare, coltivare e allevare bovini.
Il 3 luglio del 1791, esattamente 225 anni fa, grazie al Granduca Ferdinando III, seguendo l’intenzione del padre Pietro Leopoldo, aprì al pubblico le Cascine.

Oggi questo parco è il polmone di Firenze, dove centinaia di cittadini ogni giorno (con un aumento esponenziale in estate) si recano per poter camminare nel verde, fare attività fisica, incontrarsi e godere di un po’ di tempo libero immersi nella tranquillità della natura.

Cascine degrado e pericoli ambientali

Ma non è tutto rose e fiori, le Cascine purtroppo, da anni, sono al centro di numerosi problemi.
La notte, ad esempio, molto diffusa è la prostituzione, fenomeno sia maschile che femminile.
Altro grosso problema è il giro di droga. Lo spaccio infatti nel parco non conosce tregua e ragazzi girano per poter trovare una dose sia di giorno che di notte.
Un ulteriore annoso problema, sorto in questi anni, è però quello del controllo dello stato di salute dei novemila alberi presenti. Questi, infatti, oltre ad essere un riparo dalla calura in queste giornate torride, possono diventare delle trappole mortali.
Nel 2014, un lutto colpì la nostra città. Un grosso ramo infatti, staccandosi, cadde e colpì, uccidendole, una bimba di 2 anni e sua zia.

Da allora i controlli sono stati rafforzati, il Comune ha intensificato le analisi visuali (VTA), ma questo non è stato sufficiente. Infatti, qualche giorno fa, una persona che passava nella zona dove avvenne la tragedia suddetta, ha evitato per poco di essere colpito dalla caduta di un tiglio di 12 metri. Analisi successive hanno presto svelato che il motivo del cedimento è dovuto ad un fungo aggressivo. L’albero infatti, a colpo d’occhio, non mostrava alcun tipo di problema, non aveva segni di sofferenze e la chioma era rigogliosa.

Questo avvenimento è un segno che i controlli fatti con questa tecnica non possono garantire ai cittadini la piena sicurezza. Questa volta tutto è andato per il meglio, a parte il grande spavento, ma la prossima volta potremmo non essere così fortunati. Serve un controllo maggiore, servono analisi più approfondite, oltre a quelle visuali, che si sono dimostrate insufficienti.

Cascine = Central Park?

Siamo quindi ad un punto di svolta. L’amministrazione, dopo i grandi proclami e i grandi sogni, deve farsi carico dello stato delle Cascine e farlo diventare finalmente la Central Park fiorentina.
Non sarà un’ impresa facile e non sarà immediato. Ma se affrontati e sconfitti problemi quali la prostituzione, lo spaccio di droga, il degrado e la sicurezza ambientale, i benefici che tutta la città potrebbe ricavarne sarebbero enormi.