Beth: voce calda è profonda dal sapore della California. Marcus: tocco delicato e preciso da grande maestro. Un doppio set unico per una serata indimenticabile.

Con il caldo che la fa da padrona sono pochi i posti liberi in Piazza Napoleone, circa quattromila persone pronte a scaldarsi con la voce di Beth Hart e con il basso di Marcus Miller. Sul palco sale subito Beth Hart, quasi in silenzio a non voler disturbare, canottiera verde e fiori tatutuati sul bracci. Si siede al pianoforte e canta, basta qualche nota di I’ll take care of you ed il pubblico è già stregato dalla regina del blues.  La sua voce punta dritta all’anima, è calda, profonda e parla dritto al cuore .

Beth Hart - Foto di Davide Bisconti

Beth Hart – Foto di Davide Bisconti

Si continua poi con una struggente St. Teresa eseguita al piano e una commovente California per poi terminare con Your heart is as black as night. Il pubblico a gran voce chiede il bis ma i tempi sono stretti, c’è da fare subito un cambio di strumenti sul palco.

Sono le 22.40 circa quando sul palco arriva lui, Marcus Miller, tra gli applausi del pubblica inizia subito con un paio di pezzi del suo ultimo album “Afrodeezia” per poi passare B’s river eseguita magistralmente con il Sitar che dona al pezzo un sapore orientale. Dopo in scaletta arriva la cover “Papa was a rolling stone” dei Temptations ed il pubblico impazzisce su uno dei pezzi soul più belli della storia che proietta la piazza nella piacevole atmosfera Motown con Marcus che ridendo dichiara “Ho iniziato a suonare il basso quando ho sentito questo pezzo”

Il superman del soul però ha ancora diversi assi nella manica da giocare, abbandona il basso per imbracciare il clarinetto basso ed accompagnare un’emozionante Gorée.  

“Questa canzone parla di schiavitù, di un isola vicino Dakar,  dove gli schiavi venivano portati prima di intraprendere il viaggio verso gli Stati Uniti.. E siccome ancora oggi succedono cose pazze, non dobbiamo dimenticare”  

Marcus Miller - Foto di Davide Bisconti

Marcus Miller – Foto di Davide Bisconti

Un pezzo struggente che si sposa perfettamente con le parole di Marcus Miller. Si conclude con Tutu e la piazza che balla sulle a tempo di basso, ma il pubblico non se ne vuole andare ed urla il bis. E’ tardi ma i supereroi possono fare tutto e così rientra sul palco con Beth Hart per regalare ad i suoi fans un blues da far rabbrividire la pelle.