Lucca: Vinicio Capossela e Esperanza Spalding conquistano il Summer Festival | FOTO

Esperanza Spalding - Foto di Francesco PrandoniEsperanza Spalding - Foto di Francesco PrandoniVinicio Capossela - Foto di Francesco PrandoniVinicio Capossela - Foto di Francesco Prandoni

Serata unica nel suo genere per la quarta serata del Lucca Summer FestivalSul palco di Piazza Napoleone due artisti completamente diversi: Esperanza Spalding con le sue atmosfere jazz fusion si è sposata magnificamente alla fiera paesana di Vinicio Capossela, primo artista italiano a calcare il palco della diciannovesima edizione del Summer Festival.

Esperanza Spalding

Inizia subito Esperanza Spalding che con le sue abilità di performance art conduce il pubblico in uno spettacolo dove musica, colori e scenografia si mescolano al ritmo con i pezzi del suo ultimo album, un viaggio personale alla riscoperta dei suoi ricordi di infanzia che con dolcezza e malinconia riesce a conquistare tutta la piazza.

Unica vincitrice ad aver vinto il il Grammy Awards come Best new Artist è candidata a diventare una delle nuove promesse del jazz internazionale. Emily è una cantante, violinista e bassista straordinaria con la sua pelle color ebano ed i suoi capelli afro-funk frutto del mix di etnie che scorre nelle sue vene, essendo afroamericana ma con parenti gallesi, ispanici e indiani nativi d’America.

Vinicio Capossela

Con la seconda parte dello spettacolo invece cambia tutto e di colpa la piazza si trasforma in una grande masseria. Il palco si trasforma in un aia dove i microfoni e gli strumenti si mescolano al grano e la sterpaglia per dar vita al concerto della Polvere, primo cd dell’ultimo doppio album del cantastorie irpino.

Ed’è proprio come un pulviscolo di polvere che i musicisti entrano in scena alla caccia della Bestia del Grano  per poi sollevarsi ed imbracciare gli strumenti per dar vita ad un rievocazione di musica e cultura popolare dove la tradizione la fa da padrona. Vinicio esce come per magia da un telo con in testa un cappello con le spighe di grano e nelle mani due guanti con delle lunghe cesoie che escono dalle dita.

Subito dopo seguono Femmine, La padrona mia, Scorza di mulo e tutte le canzoni dell’ultimo album, trattano tutti temi duri, quelli della vita dei campi, dove si suda e dove sembra che non ci sia festa.
Vinicio Capossela - Foto di Francesco Prandoni

Vinicio Capossela – Foto di Francesco Prandoni

Capossela però è un vero trascinatore, tra un pizzica e l’altro la piazza si infiamma come in una sagra paesana dove tutti si scatenano posseduti dal demone della musica fino a quando in scaletta arriva uno dei suoi più grandi successi: Che cos’è l’amor, colonna sonora del film l’ora di religione di Bellocchi. La piazza è tutto uno scroscio di applausi a coronare una festa paesana di una realtà che forse esiste solo nei testi del grande Vinicio Capossela.