A Firenze sono anni che si discute sulla necessità di costruire uno stadio nuovo, europeo, che possa portare la Fiorentina a grandi livelli grazie agli introiti che la nuova struttura potrebbe portare e che possa anche diventare un punto di ritrovo di tifosi ed appassionati. Prima però vi è la necessità per il Comune di trovare una soluzione per il mercato ortofrutticolo ma questa non sembra un’impresa facilissima.

Lo stadio Artemio Franchi

Lo stadio “Artemio Franchi” di Firenze sorge nel quartiere 2, in zona Campo di Marte. Fu progettato nel 1929 dall’ingegnere Pier Luigi Nervi e dall’ingegnere professore Gioacchino Luigi Mellucci e venne eretto tra i 1930 e il 1932 nell’area dove qualche tempo prima sorgeva l’aerodromo.

Per la sua realizzazione, furono spesi 6.500.000 lire ma subì circa sessant’anni dopo una forte ristrutturazione per i mondiali di calcio organizzati in Italia nel 1990, dove fu ampliato, restaurato e vi fu una razionalizzazione dei servizi generali. Venne tolta la pista d’atletica leggera e abbassato il terreno di gioco di circa 2.20 metri rispetto al manto erboso precedente, riducendo però la capienza totale. Successivamente lo stadio è stato oggetto di ulteriori ammodernamenti e migliorie ma niente di veramente rilevante.

Il nuovo stadio di Firenze

Negli ultimi anni, la società ha capito che una nuova casa per la Fiorentina sia assolutamente necessaria per essere competitivi sia in campo nazionale che internazionale; lo stadio di proprietà è un requisito imprescindibile per poter essere alle pari con le grandi squadre e gli incassi che questo può garantire, insieme alle strutture economiche parallele, aiuterebbero la squadra a crescere. Per i tifosi, invece, non è più tollerabile andare a vedere le partite in casa e subire le intemperie metereologiche (dal sole, alla pioggia, al vento).

Tante sono state le ipotesi che sono nate nel corso del tempo sulla possibile location dove far sorgere questa importantissima opera fino alla scelta definitiva dell’area che adesso è occupata dalla Mercafir. I grossisti però non ci stanno, la proposta del sindaco Nardella, il trasferimento all’Osmannoro è per loro inaccettabile, sarebbe un danno per la loro attività.

Il comune però non rinuncia al progetto e il primo cittadino ha quindi invitato per il 25 luglio i grossisti per poterci dialogare e trovare la migliore soluzione possibile.

Ormai sono anni che questo progetto è in cantiere ma tutte le volte che la posa della prima pietra sembra vicina sorge sempre qualche intralcio. E’ un’opera sicuramente importante per la società di calcio, ma anche per la città, per i tanti posti di lavoro che si verrebbero a creare, ma questa non può poggiarsi sulle spalle e sui sacrifici dei lavoratori della Mercafir. Non si può danneggiare una struttura funzionante.
La domanda è una sola, il primo cittadino riuscirà finalmente ad incastrare tutti i tasselli di questo complicatissimo puzzle e riuscire a far edificare il nuovo stadio?