L’11 agosto 1944 Firenze fu liberata e il suono della Martinella annunciò al popolo fiorentino la fine dell’occupazione nazifascista. In occasione delle celebrazioni  per ricordare la liberazione di Firenze si alza una polemica fra l’Associazione Nazionale Partigiani (ANPI) ed il sindaco di Firenze Dario Nardella. Un dibattito che sicuramente non va sottovalutato.

I Fatti storici da non dimenticare come raccontano le agenzie stampa

I partigiani liberarono Firenze l’ 11 agosto del 1945: era una giornata calda e i combattenti scesero dalle colline intorno alla città per conquistare la libertà. L’insurrezione ebbe come segnale il suono della martinella in Palazzo Vecchio che chiamò alla lotta e così iniziò, nellla  notte tra il 10 e ll’11 agoso, la ritirata dei tedeschi.  La battaglia si protrasse fino al 1 settembre.  Fu una battaglia gloriosa con morti nelle strade, saccheggi, violenze, epidemie e fame ma alla fine una libertà conquistata dal popolo insorto.

I Fatti attuali, e la polemica.

“Signor Sindaco,
per la prima volta nelle ricorrenze della giornata della liberazione di Firenze dall’occupazione tedesca, nessun rappresentante dell’ANPI, erede dei partigiani che combatterono per la cacciata dell’esercito nemico, lasciando sul terreno, secondo le cronache, 205 morti e 435 feriti, è stato invitato a prendere la parola in ricordo di quella giornata, che meritò alla città la prima medaglia d’oro della storia repubblicana da parte del capo del Governo Ferruccio Parri. Riteniamo incomprensibile e grave tale scelta, in primo luogo verso le partigiane ed i partigiani che hanno combattuto per la città di Firenze.(…) “

Questo un piccolo estratto della infuocata lettera inviata dall’Anpi al Sindaco di Firenze Dario Nardella reo di non avere dato spazio come di consueto agli interventi dei partigiani come accaduto in passato, durante le cerimomie ufficiali del Comune di Firenze.

Un fatto grave anche a nostro avviso, perchè vista la ricorrenza coloro che avevano ed hanno più di ogni altro diritto di intervenire e trasmettere ai presenti la loro testimonianza ed i loro valori sempre attuali è il popolo dei partigiani con le sue azioni volte a salvare Firenze dalla dittatura.

Ma pèrchè il sindaco Nardella stavolta ha preso tale decisione, mettendo in un angolo l’Anpi? Quale sarebbe la motivazione ufficiale?

Ecco le parole dell’Amministrazione Comunale fiorentina davanti alla forte accusa dell’Associazione Nazionale dei Partigiani:

“Nessuna dimenticanza e nessuna volontà di escludere, il Comune di Firenze è orgoglioso e fiero della propria storia antifascista e della medaglia d’oro conquistata durante la Resistenza”, dice la vicesindaco Pd, Cristina Giachi.

Ma “il clima geopolitico mondiale e i recenti accadimenti terroristici hanno suggerito al sindaco di affrontare i temi della libertà religiosa e della convivenza civile tra popoli, collegandoli alla Liberazione”.

La libertà religiosa

Ebbene si, il giorno della Liberazione di Firenze dal Nazifascismo diventa occasione per Il Sindaco Dario Nardella per evidenziare ancora una volta il multiculturalismo (collegandolo tematicamente alla liberazione di Firenze) invitando Joseph Rav Levi, Rabbino capo di Firenze, Izzedin Elzir, Imam di Firenze, monsignor Andrea Bellandi, vicario generale dell’Arcidiocesi di Firenze. Idea sicuramente interessante ed ammirevole ma l’attualità (per quanto grave) non può modificare l’ordine della storia ed i suoi protagonisti. Poteva a nostro avviso organizzare quando voleva questa partecipazione. Ma non nel giorno delle celebrazioni!

Ed allora caro Sindaco Nardella, rispettiamo le priorità, la storia e facciamo vivere ai giovani d’oggi la voce di coloro come il popolo dell’Anpi che ha nelle vene il ricordo della Liberazione. Non abusiamo o derubrichiamo ancora una volta il valore ed il sacrificio di esseri umani che hanno lottato per la libertà della nostra amata città, Firenze.

Abbiamo già visto che figuraccia ha fatto nei mesi scorsi un Ministro della Repubblica di questo Esecutivo Renzi (Maria Elena Boschi), quando ha voluto classificare i Partigiani in buoni e cattivi per propagandare il prossimo Referendum costituzionale.

Basta con queste forzature. Chiediamo rispetto, per la storia ed i suoi defunti. Non si può rigirare la storia “come se fosse un calzino”. Giusto Sindaco?