I cantieri di Lungarno Torrigiani creano molti disagi ai residenti. Per i turisti sono invece una macabra attrazione. L’impianto idrico fiorentino andrebbe riprogettato. Il sottosuolo fiorentino ha bisogno di un piano regolatore.

Sorgenti per le strade di Firenze

Il crollo di Lungarno Torrigiani è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Le tubazioni di Firenze sono vecchie e nella maggior parte andrebbero sostituite. A due passi da Ponte Vecchio il crollo è stato un disastro ma le perdite alle tubazioni sono un episodio frequente a Firenze. Il manto stradale fiorentino è spesso sorgente di acqua potabile.

La sostituzione dei tubi non è semplice. I tubi sono interrati sotto l’asfalto. Rinnovare i tubi principali è un costo enorme per l’ente gestore delle tubazioni. Negli anni non sono mancati investimenti. Ciò che è mancato è un progetto di rinnovamento dell’intero sistema di tubazioni.

I lavori in Lungarno Torrigiani

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Il cantiere per la sostituzione del tubo rotto è diventanto una macabra attrazione turistica fiorentina. Una meta simile all’isola del Giglio Costa Concordia. Un simbolo dei disastri del nostro paese. In realtà il cantiere è oscurato da un telo verde ma i curiosi non hanno esitato a creare i buchi per poter osservare l’avanzamento dei lavori.

Meno contenti per il cantiere sono però i residenti che giorno e notte sopportano i fastidiosi rumori dei potenti macchinari al lavoro. Lavori senza sosta 24 ore al giorno per mettere in sicurezza la zona entro inizio ottobre.

«Venga proposto alle famiglie e in particolar modo a coloro che hanno anziani o minori che soffrono maggiormente i disagi l’opportunità di accettare fino alla fine delle lavorazioni una collocazione in altri alloggi messi a disposizione dal Comune e pagati con i fondi della ricostruzione dell’argine» è la proposta di Tommaso Grassi di Firenze Riparte a Sinistra.

Metropolitana, Tav e Tubi dell’acqua

La verità è che l’impianto idrico fiorentino andrebbe completamente ripensato. Un progetto di pianificazione urbanistica più ampio di quelli che siamo abituati a pensare. Bisognerebbe che il sottosuolo fiorentino fosse pianificato così come la superficie. Un piano regolatore sotterraneo.

I tunnel sotterranei della Tav potrebbero ospitare anche i tubi dell’acqua. Ciò permettere una manutenzione più efficiente dell’impianto. In caso di rotture non sarebbe più necessario scavare ma solo accedere al tunnel. Le riparazioni avrebbero un costo nettamente inferiore e i guasti potrebbero essere risolti con molti meno disagi.

Certo… tutto questo sarebbe stato ancora più semplice se invece che la tramvia fosse stata realizzata una metropolitana. Ma questa è un’altra storia.