Renzi torna a Firenze, torna a casa. Vuole, cerca il il bagno di folla, il sostegno dei suoi sostenitori

E’ di nuovo in riva all’Arno che il Primo Ministro prende la rincorsa per poter affrontare il grande tour a giro per lo Stivale, per promuovere il Sì al referendum costituzionale, la sua battaglia epocale, nella quale si gioca il tutto per tutto.
La serata è cominciata con trenta minuti di ritardo ma era prevedibile. Gli organizzatori sapevano che la coincidenza della partita della Fiorentina, per giunta in casa, avrebbe portato le persone a ritardare il loro arrivo all’Obihall e saggiamente hanno deciso di procrastinare l’inizio dell’evento.
In sala sono presenti assessori, consiglieri comunali, sostenitori della prima ora. Vi erano persone, infatti, che con sé portavano perfino ricordi delle primarie del 2012, anno in cui Renzi girava in camper per l’Italia, tra cui bandiere e magliette.
Alle 21.30 apre le danze il sindaco Nardella, cerca di scaldare la sala piena, ma non pienissima (con posti lasciati vuoti), ma le attese sono solo per il Premier che arriva dopo circa una quindicina di minuti.

Il Renzi che si presenta è un Renzi carico, che per prima cosa fa un passo indietro, ricordando il discorso che anni fa, nello stesso giorno, tenne per sostenere la sua candidatura a sindaco nelle primarie del Pd. Riporta inoltre alla mente il perché si è giunti a questa riforma, evocando i giorni in cui la maggioranza dei parlamentari di quasi tutti i partiti, quasi in ginocchio, hanno chiesto a Napolitano di accettare un altro mandato come Presidente della Repubblica e che questi accettò solo se fossero fatte le riforme.

Non si è però soffermato al passato, ma con l’aiuto delle slide ha spiegato la riforma, ha spiegato il perchè con il “sì”, questa riforma cambierà in meglio il paese a favore dei cittadini del futuro. Ha mostrato due degli spot che saranno trasmessi in tutta Italia, che proveranno a convincere i tanti indecisi a votare a favore della modifica costituzionale. Non ha risparmiato agli avversari, con il suo stile, battute e stoccate pungenti agli avversari.

Al termine del suo discorso, applausi scroscianti e strette di mano. Adesso bisognerà aspettare il 4 di dicembre per vedere come andrà a finire.