Ovvero quando il sor-riso nasce spontaneo.

Qualche settimana fa ricevo la telefonata di un mio carissimo amico che mi propone di andare a teatro. E fin qui ho accettato di buon grado essendo una curiosa osservatrice e poi il teatro è sempre un’ottima occasione per scrutarsi dentro, no?

Poi, arriva a freddo la batutta “ehi, ricordati che è Teatro (nrd.rimarcandolo con la voce) ma non si va in un vero teatro!

Ecco che la mia curiosità tocca vette altissime. Lui, conoscendomi, mi tiene sulla corda e non mi dice niet’altro, così non posso nemmeno andare a spulciare su Google.

“Troviamoci in piazza delle Cure e poi ti accompagno”.

Come potevo dire di no?

Alle 20:30 di un sabato sera, puntuale come per un miracolo, arrivo e nonostante la pioggia a secchi, sono felicissima.

Mi porta a teatro. O meglio,diciamo, in una sala adibita a teatro.

Infatti, lo spettacolo si svolge all’interno dell’oratorio della Chiesa della Divina Provvidenza in via Calvalcanti a Firenze.

Sinceramente? Resto un po’ delusa. Insomma, con un fare un po’ saccente mi fisso con l’dea di che spettacolo sarà mai se è allestito su un palco alla meglio e circondato di sedie scomodissime?

In sala ci sono tante persone, di ogni età. Mi siedo dove troviamo posto e intanto mi metto a leggere il libretto dello spettacolo: inizio a capire che è uno spettacolo di cui ho già sentito parlare, “Taxi a due piazze”, una compagnia giovane e itinerante, come piace a me. Di quelle che trovi in giro per la tua provincia e ogni volta arrivano dritte al cuore degli spettatori. Quelle compagnie che odorano di spontaneità, semplicità e di sudore misto alla polvere del dietro le quinte di teatri spesso lasciati a se stessi.

Il tempo di pensare e poco dopo si spengono le luci.

Sospiro.

Una luce puntata sul palco illumina due donne vestite da hostess di volo che danno indicazioni ironiche sullo spettacolo.

Che figata! Ecco, si parte bene.

Lo spettacolo prende il via e…… diventano le due ore più ironiche che ho passato negli ultimi tempi. Il sorriso non va mai via dal volto durante questa commedia brillante in cui scambi di persona, suspense, ritmi mozzafiato, doppi sensi e situazioni al limite del paradosso garantiscono due ore di puro divertimento. Ed è tutta una risata. Arrivano pure a dolermi le guance!

Le persone in sala sono entusiate! Durante l’intervallo si percepisce  dai commenti quanto siano stati superlativi gli attori a portare in scena una commedia così importante. La totale leggerezza, lascia lo spettatore davvero soddisfatto e privo di pensieri.

Una vera rivelazione! Lo spettacolo scorre via senza mai guardare l’orologio, non ci sono momenti morti o lenti, gli attori sono eccellenti. Ognuno impersona al meglio le caratteristiche del personaggio giocando e rimarcando alcuni aspetti che basta poco per far scadere nel volgare. Le due “Signore Rossi” sono, da copione, due mogli qualunque,  ma che le attrici distinguono sottolineando notevolmente le differenze fisiche e caratteriali e mostrano così di aver lavorato moltissimo su se stesse e sui tempi scenici di entrambe. Un grandissimo “Mario” che porta tutto lo spettacolo sulle sue spalle, come un moderno Atlantide, aiutato anche dall’altro protagonista del palco: il suo amico e vicino di casa “Walter Fattore”, il quale si scatena nella sua abilità i con grande presenza scenica, nel tentativo di coprire le spalle a Mario; padrone di movimenti e risate,

Il tutto su un palco dove c’è solo una scenografia, pensata e curata dalla regista e dagli stessi attori, che non cambia mai. E’ una  riproduzione di due appartamenti con arredi comuni come un grande divano al centro della scena e altri speculari – porte, tavolinetti, sedute – da una parte e dall’altra, distinti solo da colori accesi.

Quello che più mi ha stupito è quanto lavoro ci sia dietro ad uno spettacolo che è fatto semplicemente da persone con una passione forte, come quella della recitazione, tra difficiltà economiche e un pubblico limitato. Per portare in scena questo tipo di commedie serve tanto sacrificio e tanta dedizione, e dovrebbere essere spronato e aiutato chi si impegna così tanto. Tutti ragazzi giovani con più o meno professionalità, ma tutti con eguale coinvolgimento. Una compagnia che lavora alla grande come quella dei Viaggiatori fermimeriterebbe di essere messa in ogni modo in risalto, ci fanno viaggiare senza spostarci da quella sedia, talvolta scomoda, per un arco di tempo che diviene effimero.

Un grazie e un “Brava”! Alla regista, Ilaria Favini che in meno di un anno ha ripreso la Compagnia e realizzato uno spettacolo strepitoso.

LA STORIA

“Taxi a due piazze” debuttò trentuno anni fa, nel 1983, e, per ben nove anni consecutivi, rimase in scena a Londra, imponendosi come il più grande successo di Rooney. In Italia la commedia divenne popolare, grazie all’indimenticabile interpretazione di Johnny Dorelli nella storica versione di Garinei e Giovannini.

LA TRAMA

Una commedia degli equivoci in cui un tassista bigamo si trova costretto a nascondere il segreto della sua vita. Mario Rossi è un tassista sposato con Alice Rossi e residente in Piazza Irnerio 100.
 Ma Mario Rossi è anche un tassista sposato con Barbara Rossi e residente in piazza Risorgimento.
Un curioso caso di omonimia con tanto di identica professione? No: i due Rossi sono la stessa persona. Il tassista è bigamo e ha sposato Alice in chiesa e Barbara in comune 6 mesi dopo. Seguendo una precisa pianificazione di orari e turni di lavoro, e grazie al lavoro di entrambe le mogli, Mario riesce per 2 anni a vivere nascondendo la verità a Barbara e Alice. Tutto si complica quando, per salvare un’anziana signora da uno scippo, Mario riceve una brutta botta in testa che lo costringe, privo di sensi, al ricovero in ospedale. Al risveglio il tassista, ancora confuso, darà a un infermiere l’indirizzo della prima moglie, e, a un altro impiegato dell’ospedale quello della seconda.
La denuncia arriverà quindi a due diversi commissariati di due diverse zone, che a loro volta si attiveranno mandando a indagare due diversi ispettori.
 Anche la stampa farà la sua inviando a casa di Mario un fotografo che scatterà la foto che verrà pubblicata sulla copertina di Roma Sera. 
Ciò che seguirà sarà una serie di equivoci, coincidenze e bugie che, col loro ritmo infernale, intricheranno a tal punto la trama da condurre a un finale inaspettato e sorprendente.

P.s Sicura di tornare a vederli, vi consiglio vivamente di non perdere l’occasione per apprezzarli dal vivo in scena! E iniziate a seguirli, a breve ne vedremo delle belle….

Compagnia dei Viaggiatori Fermi – itinerante.

Teatro del Circolo “L’Unione” di Ponte a Ema.
Per informazioni e prenotazioni:

tel 055 611484

mail viaggiatorifermi@gmail.com

Biglietti: €11, riduzioni per soci COOP e ARCI