L’evento, giunto alla nona edizione, si riscopre palcoscenico di meravigliose forme e colori sulla pelle

All’interno della splendida cornice della Fortezza da Basso va in scena l’ormai consueto appuntamento annuale della Florence Tattoo Convention. La manifestazione si conferma una tre giorni di assoluto valore, in grado di richiamare l’attenzione di addetti ai lavori, appassionati e semplici curiosi.

Dopo anni in cui il prestigio di questo evento ha continuato a crescere, culminando con i diciottomila visitatori dello scorso anno, l’Associazione Firenze Indelebile (organizzatrice della manifestazione) ha potuto includere tra i nomi degli artisti alcuni di quelli annoverabili tra i migliori al mondo. Si pensi ad esempio all’americano Joe Capobianco (già giudice di vari programmi televisivi dedicati ai tatuaggi) o all’italiano Franco Vescovi, di cui troverete un’intervista nelle prossime righe, che con il suo Vatican Studio in California ha raggiunto la fama internazionale. In continuità con quanto visto gli anni scorsi hanno avuto grande risalto i maestri del tatuaggio tradizionale, vere e proprie opere d’arte realizzate con l’ausilio di strumenti tradizionali.

Festival Tattoo Convention - Firenze - Foto di Davide Bisconti

Festival Tattoo Convention – Firenze – Foto di Davide Bisconti

Tra le tecniche rappresentate vi era la giapponese Irezumi, lo stile thai a bacchetta, lo stile tradizionale nordico, quello polinesiano, il dot optical puntinato a mano e gli antichi tatuaggi tradizionali messicani. Complessivamente la convention ha ospitato quasi centoquaranta tatuatori provenienti da ogni angolo del Pianeta: l’occasione giusta per chi ne avesse avuto desiderio di lasciare sulla propria pelle la firma di un artista proveniente dall’altra parte del Mondo. Oltre ai tatuatori erano presenti più di venti rivenditori di materiale tecnico per il tatuaggio, oltre a numerosi banchi dedicati alla vendita di abbigliamento e oggettistica.
Inoltre grande attenzione da parte dell’organizzazione é stata data allo spazio musicale e a quello espositivo. Nel primo caso segnaliamo le esibizioni di Giovanni Lindo Ferretti (ex membro di band storiche come CCCP e CSI), gli olandesi Dope D.O.D., Dimistrok Zane, Ac Generator, Numa Crew,  God of the Basement, Kimera e The Ravens. Per quanto riguardo lo spazio espositivo colpisce in modo particolare la mostra Misoteria di Alfredo Maschi, trattante temi molto attuali quali l’omofobia, il disboscamento del pianeta, l’inquinamento, lo spreco delle risorse e altri ancora.

Infine abbiamo avuto la fortuna di poter scambiare due parole con Franco Vescovi, forse l’ospite più atteso di tutta la convention che, nonostante il nome, si trova meglio a dialogare in inglese rispetto all’italiano. Ecco cosa ci siamo detti:

Festival Tattoo Convention - Firenze - Foto di Davide Bisconti

Festival Tattoo Convention – Firenze – Foto di Davide Bisconti

Per un artista ormai affermato a livello mondiale come te, questi eventi hanno ancora un’importanza per te?
Assolutamente si, perché attraverso la diversità delle persone e dei luoghi che visito posso trarre ispirazione. Nel mio lavoro questo elemento é fondamentale perché mi permette di non risultare banale e rinnovare continuamente il mio stile.

Oggi sembra che quella dei tatuaggi stia diventando una moda un po’ fine a sé stessa. Cosa pensi di chi si tatua senza attribuire un significato profondo a quel segno sulla sua pelle?
E’ un qualcosa che odio. Fino a qualche anno fa tatuarsi era qualcosa di raro e se lo facevi era perché credevi profondamente in quel che stavi facendo. Tatuarsi qualcosa senza significato é un vero e proprio peccato.

Hai avuto la possibilità di lavorare con personaggi famosi, come ad esempio il batterista dei blink-182 Travis Barker. Cosa significa per te?
E’ meraviglioso ed é un onore, significa che il proprio lavoro é apprezzato e viene riposta fiducia nelle mie capacità.