Dopo lo straordinario successo della prima stagione record con 108 repliche in 5 mesi, tutte sold out e con più di 72.000 spettatori, Calendar Girls torna per la seconda stagione teatrale! Dal 2 al 5 marzo, al Teatro Verdi di Firenze, sarà in scena  una commedia fatta da donne, che parla di donne ma rivolta anche agli uomini

Intervista a Laura Curino

Cara Laura, come hai affrontato il ruolo di Annie e il doverti “denudare” sia della tua persona  che degli abiti? Com’è stata la sua visione?

La mia visione è cominciata quando Cristina Pezzoli(la regista)  mi ha telefonato per propormi questo ruolo, ed io mi sono fidata di lei perché è una persona che ha attenzione a tutto, in modo stereoscopico. Conoscevo bene le altre protagoniste, da Angela Finocchiaro nel ruolo di Chris, a  Carlina Torta, che conoscevo bene  ma quando ho letto che ci sarebbe stata Ariella Reggio che è la nostra decana, allora mi sono detta “perché non farlo”.  E sono stata felice di aver scelto di fare questo spettacolo. Ma la cosa assoluta è che io mi sono fidata del cast e delle persone che ruotano intorno a questo progetto. E una buona compagnia di professioniste ti fa ben sperare che ogni difficoltà sarà affrontata non solo emotivamente ma con la razionalità del lavoro.

Il tema di questa commedia  è  la realizzazione di un calendario fatto da donne comuni,  per uno scopo di beneficenza e non per fini commerciali. Potresti dirci la tua in merito?

Sì è un calendario che viene fatto per raccogliere dei fondi contro la leucemia per il Women’s Institute. Il progetto lo si può vedere come paradossale per queste signore morigerate dello York Shire e loro sono state fortemente coraggiose per affrontare  le foto di un calendario, destinato alla vendita senza percepire un guadagno per se stesse.

 A tale proposito e visto che siamo in prossimità dell’8 marzo,  potremmo vedere questo insolito calendario, come una sorta di rivalsa sulla commercializzazione della Festa delle donne?

Sì, la donna è una persona e un  soggetto, pensante e agente. E adesso che mi ci fai pensare, proprio con la tappa di  Firenze c’è un assonanza con la festa dell’8 marzo, quindi credo sia un bel modo per festeggiare la donna. Il bello di questo spettacolo, sono i commenti del pubblico, molte donne  alla fine dello spettacolo vengono a dirci “Che bello, vedere delle donne normali in scena orgogliose del proprio corpo così com’è”.

In ultimo il pubblico di Firenze, cosa deve aspettarsi nel vedere questo spettacolo?

Intanto dico loro di venire subito, perché si ha poi difficoltà coi biglietti. Secondo aspettatevi una serata gioiosa, perché le tante professioniste sul palco sanno trasmettere questa gioia, tanto da poter esclamare di non aver sprecato la serata. Questa è una storia che tocca tutti, che tocca un argomento tanto importante per tutti, del come fare a sopravvivere in un momento difficile attraverso la solidarietà. Però nello stesso tempo questa storia comunica il potere della gioia. Ed è uno spettacolo che ha bisogno della delicatezza di tutti, tecnici compresi

In ultimo la carissima Laura  Curino, ci chiede di rivolgere un  ringraziamento a tutte le sue colleghe e colleghi, Angela Finocchiaro, Ariella Reggio, Carlina Torta, Matilde Facheris, Corinna Lo Castro, Titino Carrara, Elsa Bossi, Marco Brinzi , Noemi Parroni,  che  insieme a lei si avvicenderanno sul palco. Un ringraziamento alla regista Cristina Pezzoli, ai scenografi, costumisti, tecnici, fonici, delle luci e agli assistenti di palco,  che contribuiscono ogni sera  al successo dello spettacolo.

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