“ Purtroppo non vi starò a parlare di qualche gara podistica alle Cascine ma di una gara contro il degrado del celebre parco di Firenze”

Il “Parco delle Cascine”, oltre che onnipresente argomento di discussione della politica fiorentina, è il polmone verde di Firenze . Inutile dilungarmi su cenni storici o citazioni enciclopediche, queste cose rimangono tali basta essere curiosi per scoprirle poiché è sul presente che voglio focalizzarmi. Un luogo che accoglie il “visitatore” con la pessima immagine di una facoltà, quella di agraria, che cade a pezzi.

Da qualche tempo ho iniziato a frequentare il parco. Con l’arrivo della bella stagione la voglia di fare sport all’aria aperta è tanta quindi perché non cominciare a correre ? Ho comprato tutto l’occorrente ed ho iniziato i miei allenamenti scegliendo il Parco delle Cascine come location. Una scelta semplice dato che il parco è il terreno ideale per macinare chilometri lontano dal traffico, dal rumore e dallo smog. Un momento di contatto con la natura utile ad allontanare lo stress e la frenesia del vivere quotidiano.

Arriviamo al dunque

E quindi… dov’è la coerenza con il titolo ? Ebbene, il problema è che le aspettative sopra descritte sono state presto deluse in favore della necessaria attenzione richiesta dalle tante situazioni dubbie che si incrociano. Un grosso problema del parco delle Cascine è la doppia vita che ospita. Una, dedicata alla gente comune, l’altra legata ai loschi gruppetti che si radunano sotto gli alberi. Queste losche figure trafficano e comunicano in modo incomprensibile ma sono sempre pronti a puntare lo sguardo verso chi appare nelle loro zone.

Il parco delle Cascine è sempre più spesso percepito dai fiorentini, data l’atmosfera poco raccomandabile che si percepisce subito dopo il tramonto, come un luogo pubblico ad orario ridotto. Un atmosfera tesa che è avvalorata dai tanti blitz delle forze dell’ordine costantemente impegnate in retate e perquisizioni spesso degenerate in veri e propri episodi di violenza. La malavita non si arrende, i componenti del racket della droga si sparpagliano per poi ricompattarsi dietro i soliti cespugli in attesa di concludere i loro affari.
I viali interni sono quindi un mondo a parte lontanissimi, benché divisi solo da qualche siepe, dallo scorrere della gente comune lungo l’Arno. Una situazione che penalizza l’immagine delle Cascine e che non rende giustizia ad un luogo che meriterebbe maggiore attenzione e rispetto la cui fruibilità è limitata dalle torbide situazioni presenti. L’odore degli spinelli e gli schiamazzi dei pusher accompagnano il corridore invadendo il suo olfatto ed udito; ci sarebbero gli attrezzi per fare ginnastica ma come sempre è meglio evitare.

 

Le soluzioni, il nostro traguardo

Fino a qui è tutto facile, un po’ di storytelling, una breve escursione sui fatti di cronaca più recenti e zero idee. Il motivo per cui ho deciso di scrivere sono proprio le idee, quelle che raggiungono l’obiettivo senza troppe complicazioni. Attenzione, vi avverto, nulla di fantasmagorico poiché sono un pragmatico. Il problema della criminalità, dello spaccio e di tutto il malaffare non si risolve certo in poco tempo anzi. Scelte sbagliate potrebbero solo far migrare la sua ombra altrove.

Al “nostro” parco serve vigilanza e manutenzione ma anche un miglioramento dell’illuminazione. I lampioni sono vecchi e la luce generata pochissima, sostanzialmente incapace di illuminare i percorsi. Proprio per questo sarebbe bello veder debuttare dei nuovissimi lampioni a led capaci di illuminare i tanti sentieri riducendo la percezione di insicurezza. Sarebbe l’occasione ideale per dare una rinfrescata al look del parco stesso. Una scelta che andrebbe di pari passo con il risparmio e con il rispetto dell’ambiente dato che questo tipo di illuminazione riduce gli sprechi e può essere alimentata da un pannello solare. Risolto il problema dell’illuminazione è il turno della manutenzione. Troppi rami sono caduti graziando i passanti nonostante questo il maltempo crea sempre qualche preoccupazione di troppo percorre i viali alberati.  Il verde pubblico è stremato ed i sentieri  interni sono ormai privi di qualsiasi indicazione. Servirebbero segnali ed un maggiore cura  del verde per permettere di rendere il Parco delle Cascine, un luogo di tutti e per tutti.