In due intensissime giornate all’Obihall, il 25 e il  26 marzo, si è svolta la Mostra Internazionale di Felini provenienti da tutto il Mondo.

Sponsorizzata dalla Prolife, con la presenza di una giuria italiana e americana, che hanno tenuto conto di vari parametri di giudizio, esiste infatti uno standard di razza studiato per ogni singola razza, poi ovviamente si valutano tra le altre cose il pelo, la lunghezza, l’ossatura, il colore degli occhi,  il carattere vispo, arguto e giocherellone  a cura delle associazioni per l’Italia, l’ENFI(Ente Nazionale Felinotecnica Italiana) e per gli Stati Uniti la  TICA (The  International  Cat  Association) , si è svolta in due giornate, conclusasi ieri, 26 marzo,  una grande mostra con circa 200 gatti appartenenti alle razze più o meno conosciute del mondo felino, che ha visto la partecipazione di tanti spettatori, appassionati e curiosi del mondo dei gatti.

Un gatto per amico

Già il titolo “Un gatto per amico”, lasciava presagire che attraverso questa esposizione, si voleva far avvicinare anche i più scettici ai felici, notoriamente considerati, meno fedeli e affidabili dei beneamati cani. Nelle due giornate si è assistito ad una vera sfilata di gatti, da quelli senza pelo quali gli Sphinx, alle varie razze di pelo lungo, medio e corto, come i Persiani, Chinchillà, Bengal, Norvegesi delle Foreste, Maine Coon, Ragdoll, Sacro della Birmania, Exotic Shortair, Abissino, Bengal, British, Blu di Russia, Certosino, Scottish e Highland Fold, Siamese e Oriental Shorthair.

Insomma si è assistito ad una vera e propria sfilata in cui i gatti sono stati gli indiscussi protagonisti, per la gioia dei loro padroni/allevatori.

Personalmente il gatto che maggiormente ha riservato una dolce accoglienza, è stato un magnifico esemplare di Maine Coon, il cosiddetto Gatto Gigante, i cui proprietari sono degli spagnoli. Gerry, così si chiama questo splendido esemplare maschio, si è intrattenuto con affetto insieme alla sottoscritta riservandole fusa, prese in braccio e sfregate con la testa, tipica tecnica per lasciare i propri feromoni.

Alcuni cenni storici sul gatto

Segno evidente che sul mondo dei felini circolano, per lo più solo miti e credenze infondati. I felini è noto, già nell’Era dei Faraoni, erano i custodi del regno dei morti. Il gatto era anche simbolo di chiaroveggenza, preveggenza, fertilità, giustizia e potenza in guerra. Inoltre se qualcuno uccideva un gatto, il responsabile veniva punito con la morte. Gli Egizi credevano che anche per il gatto esistesse l’aldilà e perciò anch’essi venivano mummificati e, quindi, sepolti, con tanto di funerale.

Anche in Giappone, al gatto è riservato un ruolo di primo piano, infatti, denominato Maneki Neko, il gattino che sta sugli usci di casa e dei negozi, con la zampina alzata, col palmo rivolto verso i passanti, e rappresenta il gesto di chiamare clienti, quindi denaro, oppure  salute e fortuna, a seconda se la mano alzata è quella sinistra o destra. I giapponesi amano a tal punto il gatto da aver creato per loro un’isola, a Fukuoka, regno incontrastato di tanti felini.

Al di là di queste suggestive immagini, quello che mi va di evidenziare ancora, è la spettacolarità del gatto, che si è fatto tastare, allungare, contorcere e girare a ogni piacimento della giuria, pur di mettersi in mostra, per adularsi e farsi adulare.

Un vero Divo, degno della più blasonata passerella

Un ringraziamento particolare lo rivolgiamo al comitato organizzatore nella persona di Elena Bongi, per la sua disponibilità nonostante il comprensibile stress di una così grande messa in scena. All’ufficio stampa, nella persona di Andrea Donna, che è stato oltremodo disponibile e cordiale con noi della stampa

E in ultimo, ma non ultimo, tutta la giuria,  tra cui il professor Antonello Bardella, giudice Enfi, che cordialmente ci ha rilasciato un’intervista.