Credo non ci sia cosa più tenera del vedere quei “piccoli uomini e donne di domani” camminare per le strade appesantiti dai loro enormi zaini, e l’idea che possa esistere una scuola dove gli zaini e i libri non servano potrebbe essere davvero un nuovo modo di “educare” i ragazzi del domani.

E’ Torino la capofila di questo nuovo progetto di educazione che prevede la prima scuola elementare in cui si andrà senza cartella, dove non sarà richiesto di fare i compiti e che non darà neppure i voti ai suoi studenti.

Da quanto si apprende gli insegnamenti saranno suddivisi su cinque aree: alfabetizzazione, immagine, scienza, suono e movimento. Di anno in anno, i piccoli allievi faranno un numero sempre crescente di attività in inglese. Si entrerà a scuola alle 8 e si uscirà alle 17, ma si faranno solo tre moduli di lezione da 80 minuti, intervallati da lunghe pause per mangiare e giocare.

Non imbalsamiamo l’estro dei ragazzi nelle aule scolastiche

Dovessi pensare ad una scuola del genere a Firenze, credo che i ragazzi ne sarebbero sicuramente avvantaggiati. Molto meglio, ad esempio, una lunga passeggiata in città ad osservare le infinite opere d’arte che essere obbligati a stare seduti nei banchi ad osservare le stesse opere d’arte su un libro. Probabilmente sarebbe un’ immensa possibilità per tirare fuori dai ragazzi l’estro che magari invece per i rigidi canoni scolastici spesso rimane imbalsamato all’interno delle aule scolastiche.

Forse il non avere i compiti a casa eviterebbe le crisi genitoriali del dover aiutare i figli a studiare. Potrebbe essere davvero un’ottima occasione per sperimentare qualcosa di diverso.

Apprendere vivendo

Questa credo sia la formula di questa scuola. Apprendere senza la necessità di avere il peso del dover pensare di valere meno di un compagno o meno di un sei. Apprendere senza avere l’angoscia di non avere tempo per poter fare “qualcos’altro” dopo la scuola. Apprendere senza l’ansia di dover trovare il tempo per fare i compiti a casa, che spesso oggi, sono letteralmente una “scuola dopo scuola”. Riuscire a ritagliarsi gli spazi per fare sport, per andare a giocare con gli amici. Sono bambini e come bambini dovrebbero crescere.

Chissà che questa scuola non li possa aiutare davvero a diventare adulti migliori.