“I ministri della cultura dei paesi G7 si sono riuniti per la prima volta nella storia per un summit sul tema della cultura e dell’arte dando luce alla Dichiarazione di Firenze”

La strada per il G7 di Taormina è ancora lunga ma è Firenze a donare, alla comunità internazionale, il primo accordo tra paesi. Quello che si è tenuto, nella nostra città  tra il 30 ed il 31 marzo, è il primo evento di questo tipo e non è un caso se l’Italia, paese ospitante del G7, abbia scelto la culla del rinascimento come location. Lo slogan di questo summit ha giocato sul ruolo della cultura come strumento di dialogo tra i popoli. La necessità di dialogare è da sempre sentita all’interno del G7 il quale non aveva mai dedicato un evento alla cura dei rapporti transnazionali in ambito culturale. Una collaborazione necessaria quanto doverosa per affrontare al meglio le minacce ma anche per diffondere globalmente il sentimento di condivisione dei valori universali a tutela delle diverse culture.

Dalla culla del rinascimento alla lotta al terrorismo

Cultura, storia ed identità sono il “luogo” dove si combatte la battaglia contro l’oscurantismo del terrorismo e della sua propaganda. Le immagini dei monumenti devastati in Siria sono ancora vive nella memoria della gente, una scia distruttiva che ha cancellato vite e luoghi dalla storia millenaria. Il tema del terrorismo è stato un argomento di discussione presente nell’agenda dell’evento anche tramite le parole del Ministro inglese Karen Bradley la quale ha ringraziato per la solidarietà ricevuta dopo l’attentato a Westminster. Lo stesso sindaco  Dario Nardella ha sottolineato la necessità di un percorso comune a tutela del patrimonio artistico. Per sottolineare quanto sia sentita questa necessità il sindaco di Firenze ha voluto ricordare  quanto accaduto nel 1993 con l’attentato dei Georgofili  per questo motivo il sindaco afferma che: “cambiano gli attori ma non gli obiettivi: la cultura e la civiltà”.

Il Ministro Franceschini parla di cultura e sviluppo

Per il Ministro Dario Franceschini cultura e dialogo sono un motore di sviluppo fondamentale. La dichiarazione firmata a Firenze durante questo G7 è di grande importanza ed è lo stesso Ministro ad evidenziare ciò: “quest’oggi abbiamo firmato un documento ricco di indicazioni, obiettivi e suggerimenti”.  La Dichiarazione di Firenze è un documento cardine  che rimette la nostra città al centro del dibattito culturale globale. Firenze non è solo un luogo da visitare e vivere ma anche un importante centro da cui trasmettere valori come il rispetto e la cura del patrimonio storico-artistico. Quanto deciso in questi giorni non deve essere una prerogativa esclusiva dei paesi G7 ma un impegno di questi grandi paesi alla diffusione dei valori della cultura e del rispetto di essa da qualsiasi forma di aggressione.

Tutti i Ministri riuniti – Foto di Matteo Venturi

Politica estera ma anche novità per Firenze

Alla conferenza stampa di Palazzo Pitti non mancava nemmeno il direttore degli Uffizi Eike Schmidt il quale ha dedicato molto tempo alle domande dei presenti. L’interesse maggiore è stato rivolto al Corridoio Vasariano da sempre oggetto del desiderio del turista ma, data le difficoltà nel visitarlo, anche del fiorentino. Il direttore degli Uffizi ha quindi rassicurato i presenti sulle tempistiche dei lavori i quali, però, non permetteranno di accedere al corridoio prima di un anno. Importanti novità anche dalla voce del sindaco Dario Nardella il quale ha rassicurato i presenti sull’ormai prossima apertura della sezione sopraelevata  del Corridoio Vasariano la quale collega Palazzo Vecchio agli Uffizi. Per il sindaco la riapertura dell’intero percorso sarà l’occasione per collegare i tre più grandi musei fiorentini evitando agli utenti le interminabili code agli ingressi.

Il Ministro canadese Mélanie Joly fa il suo ingresso a Palazzo Pitti – Foto di Matteo Venturi