Martino ha 20 anni, una valigia di timidezza e da sempre un sogno nel cassetto.: scrivere. Da piccolo lo chiamavano Manzoni. Un po’ per il suo cognome Manzonelli e un po’ perché non nascondeva a nessuno la sua passione. Studia lettere, continua ad essere timido, scrive nella rivista universitaria e continua a sognare di fare lo scrittore

E’ per questo che Matteo e Giovanni avevano scelto lui come obiettivo del loro piano.

Ma facciamo un passo indietro nel tempo. Matteo e Giovanni sono i guasconi della compagnia di San Frediano. Sono loro, un po’ scapestrati che organizzano le serate tra amici. Sono loro due che con grande fascino riescono a coinvolgere le ragazze nella compagnia. Matteo è meccanico e Giovanni studia ingegneria. Così diversi ma così amici. E con loro c’è sempre Martino. Il più piccolo dei tre. Il più introverso. Quello che preferisce scrivere i suoi pensieri invece che parlare. Martino da sempre ha coinvolto i suoi amici in tutti i suoi progetti e sogni, non ultimo il fatto di aver provato a spedire il suo manoscritto ad una nota casa editrice fiorentina che aveva bandito un concorso letterario. E fu proprio grazie a questa confidenza che un pomeriggio mentre i due amici davanti ad una birra al Passaguai escogitano un piano per dare a Martino la possibilità di credere di avercela fatta.

Si rendono conto, in un baleno, di avere il tempo utile per riuscire nel loro “terribile” pesce d’Aprile per il povero Martino. Finita la birra, presi dall’entusiasmo dell’idea che gli era venuta in mente andarono subito a parlare col gestore del La Cité, il posto perfetto in Oltrarno dove è possibile essere coinvolti in un reading o concerto, sorseggiando un drink. Si misero d’accordo con proprietario che la sera del 1 Aprile sarebbero stati tutti là. Chiesero se fosse possibile “affittare” l’intero locale e così fecero.

Complicità e faccia tosta: per lo scherzo non sarebbe servito altro

La sera stessa raccontarono il loro proposito al resto della compagnia: “Allora, qualcuno di noi si assumerà la briga di scrivere una lettera “ufficialmente contraffatta” a Martino da parte della casa editrice, in cui gli comunicheremo che il suo romanzo è stato scelto per essere editato e che verrà premiato ad una manifestazione pubblica a La Citè proprio la sera del 1 Aprile. Il locale lo abbiamo già fermato. Martino ci cascherà senza ombra di dubbio ma invece di trovare esperti letterari troverà noi. E non solo. Nel frattempo dovremmo “ingaggiare” amici non comuni per fare il pubblico e convincere il fratello grande di Francesca a fare il “finto” presentatore”.

In men che non si dica era tutto praticamente pronto. Mancava solo Martino.

Detto fatto. Un pomeriggio all’improvviso, mentre i ragazzi erano all’Hidden Pub a pochi passi dall’officina dove lavora Matteo, spuntò davanti a loro Martino brandendo emozionato la lettera come fosse una spada. “Mi hanno chiamato. Ho vinto io. Mi hanno selezionato. Oddio, mi sento male. Il mio sogno si avvera. Mi hanno selezionato”. Alla richiesta di spiegazione dei due amici, Martino raccontò emozionatissimo di aver ricevuto la lettera della casa editrice in cui lo si invitava ad una manifestazione a La Cité alle 21.00 del 1 Aprile per la premiazione del concorso letterario, a cui avrebbe fatto seguito la pubblicazione della sua opera prima.

Mancavano 5 giorni e Martino non stava più nella pelle. Solo in quel momento gli amici si accorsero che forse avevano esagerato. Martino era entrato letteralmente in trance per quella lettera. Non parlava d’altro. Era stato a comprarsi anche una giacca per non sfigurare alla presentazione. Sapevano di non poter più tornare indietro, ma si stavano rendendo conto di essere andati forse troppo avanti.

La dichiariamo … Il miglior pesce pescato

La sera del 1 Aprile passò almeno mezz’ora a sistemarsi. Prese la giacca uscì di casa portandosi dietro le 130 pagine stampate del “suo” libro e con un emozione palpabile a chiunque lo incontrasse si diresse a La Citè. Arrivò e trovò già un po’ di gente al suo interno. Alla spicciolata arrivarono tutti i suoi amici e si accomodarono dentro al locale. La manifestazione poteva avere inizio. Il fratello di Francesca perfettamente calato nella parte, sembrava un perfetto cerimoniere. Lesse alcuni spezzoni del libro e con voce seria proclamò: “Dichiariamo Martino Manzonelli … il miglior pesce pescato il 1 Aprileeeee”. Scoppiò un applauso scrosciante. Martino rimase immobile finché non gli si avvicinarono gli amici ad abbracciarlo. “T’abbiamo fregato testone. Ci sei cascato. Ma vedrai che ce la farai. Ce la farai” gli dissero saltandogli letteralmente addosso. Dopo un attimo di palpabile delusione Martino, sorrise come solo lui sapeva fare guardò gli amici e disse che quello era stato davvero un immenso pesce d’aprile. Il migliore che avesse subito in vita sua, perché per un momento erano riusciti a farlo sentire arrivato.

Ma proprio mentre lo diceva, Martino sapeva di avere davanti ancora tanta strada e tante lische da ingoiare.

Oggi Martino di anni ne ha 22 anni, ha con se sempre la sua valigia di timidezza ed il suo sogno nel cassetto: scrivere. Continua a studiare lettere, continua ad essere timido, scrive ancora nella rivista universitaria, sta ingoiando tante lische ma soprattutto continua a sognare di fare lo scrittore.