Con più di 30 anni di attività e altrettanti (milioni) di dischi venduti, i Radiohead sono considerati globalmente uno dei gruppi più importanti di sempre della storia del rock. Dal 1985 quando il gruppo si formò con il nome On a Friday , i cinque componenti non sono mai cambiati a testimonianza di un affiatamento che pochissime band al mondo possono vantare.

A 20 anni di distanza da quell’album OK Computer che consacrò definitivamente la band dell’Oxfordshire come una delle più grandi al mondo, i Radiohead si sono esibiti nella prima delle due date italiane (il 16 giugno saranno di scena agli I-Days di Monza) alla Visarno Arena di Firenze (Parco delle Cascine), aprendo a quella che sarà un’estate ricchissima di concerti straordinari per la città di Firenze.

In apertura, oltre a Junun (progetto musicale dello stesso chitarrista dei Radiohead Jonny Greenwood insieme a Shye Ben Tzur e The Rajasthan Express) il giovane londinese James Blake. Ma l’attesa è tutta per Thom Yorke e compagni.

L’entusiasmo della folla è incontenibile non appena la band si presenta sul palco e attacca con Daydreaming. Da quel momento in poi parte il lungo viaggio attraverso la lunghissima carriera del gruppo, passando da tutti i più grandi successi e terminando con Karma Police, singolo tratto proprio da quell’OK Computer da cui sono trascorsi ormai 20 anni.

Lo stile di Yorke è quello che lo ha contraddistinto nel corso degli anni: al contempo melanconico ed energico, capace di trasmettere a pieno quella che sa essere l’essenza della vita: a volte maledettamente bella, altre volte terribilmente triste. Straordinaria anche la performance di tutta la band, dai chitarristi Jonny Greenwood ed Ed O’Brien, passando per il bassista Colin Greenwood (fratello maggiore di Jonny) fino al batterista Philip Selway, capaci di figure ritmiche originali e cambi di passo emozionanti.

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