In un antico palazzo nel centro storico di Firenze c’è un angolo di Iran.

Tehran, lo dice anche il nome stesso, è un ristorante che ripropone autentiche specialità persiane.

Un ingresso piccolo , con una porta a vetri che si affaccia su salette con volte a mattoncini e arredamento mediorientale: candele, lanterne in vetro colorato, statue e vasellame originale, luci soffuse, una parete costellata da dozzine di fotografie della città Theran e delle altre bellezze iraniane, volti di donne e immagini di un passato progressista. Sembra di stare dentro ad un appartamento, un po’ come sentirsi ospiti a casa di amici.

Ecco il punto forte di questo piccolo ristorante, dove è vivamente raccomandata la prenotazione, l’ospitalità: la ragazza ci accoglie con un sorriso caldo e autentico, un misto di discrezione e di pudicizia. Tutto lo staff riesce a trasmettere cordialità, sanno consigliare e trovano il tempo per parlare del loro paese, portandoti così dentro ad un viaggio. E ad un tratto ti senti come a casa di amici.

La cucina è improntata sulla semplicità e sull’autenticità: gli stessi piatti sono quelli che si trovano nelle cucine delle case persiane, NON commettete l’errore di paragonare la cucina persiana adlle altre cucine mediorientali perchèdietro un’appartente semplicità si nasconde una lunghissima prepazione, oltre due ore di cottura per gli alimenti. Il menù porta i nomi originali dei piatti e una descrizione sottostante dettagliata. In alcuni casi sono presenti immagini che permettono di comprendere al meglio le quantità e la pietanza.

Generalemente i piatti sono unici, riso basmati accompagnato da carne e/o legumi e verdure. Ovviamente, per motivi di cultura e religione nonsono presenti piatti a base di maiale. Le spezie non mancano mai: zafferano, curcuma, cannella e aneto fanno da padrone senza però alterare il sapore del cibo.

Un altro aspetto importante della cucina persiana è l’accostamento agrodolce, in Iran sono vietati gli alcolici quindi anche i vini, anche se all’interno del ristorante potrete trovarli, quindi durante i pasti sono soliti bere una bevanda chiamata Dough, dal sapore insolito. É una miscela bianca composta da yogurt molto acido unito a acqua, sale e un pizzico di erbe aromatiche. Nel nostro caso lo abbiamo assaggiato nella versione leggermente frizzante che è quella più fermentata.

Non mi ha fatto impazzire, ma è comunque da provare.

Abbiamo assaggiato il Mazè, tipico antipasto a base di verdure e yogurt con diverse combinazioni:  abbiamo scelto un Kuku Sabzi, una frittata di uova, verdure persiane tritate finissime con noci e crespino e un Masto Khiar che è una crema di yogurt con uvetta, noci e cetrioli. Un po’ troppo forte come sapore perchè lo yougurt ingloba e si impone sul sapore dell’uvetta e delle noci.

Ho provato il piatto principale il Celo Cengè, composto da riso con una leggera spruzzata di zafferanno e uno spiedino di carne di manzo tenuto a marinare con cipolle e zafferanno e poi cotto alla griglia.

E poi un altro piatto, questa volta vegetariano, presentato con riso basmati sempre con zafferanno e una porzione di melanzane e lenticchie  gialle dal gusto molto deciso, servita in un tegamino di rame .

Infine come dolci: una gelatina di melograno e pistacchi e un gelato persiano, il Rosaifi: crema di panna e pistacchi a granella con aroma di rose accompagnato da un caffè tipico.

Dopotutto i sapori persiani in fatto di dolci sono rinnomati da secoli, Erodoto scriveva “Mangiano pochi piatti principali ma moltissimi dolci, NON tutti serviti nello stesso momento [….] per i persiani il dolce Poi serve per appagare l’appetito, ma se “solleticare” la gola”. In effetti sono tutti dolci molto zuccherosi, dal gusto raffinato e insolito dove si abbina dolce e salato.

 

Un ristorante che è una delizia per il palato e per gli occhi, ma sopratutto un modo per conoscere terre lontane e viaggiare con la mente!

 

 

Teheran – ristorante Persiano – via dei Cerchi 25/r  Firenze – 055 0945695