Finisce a Firenze il tour Il Mestiere della Vita di Tiziano Ferro e finisce con uno stadio, l’Artemio Franchi, pieno di fan che cantano senza riprendere fiato dall’inizio alla fine del concerto, dalla prima all’ultima canzone.

Scenografie a ritmo di musica

Come sempre i concerti di Tiziano stupiscono, oltre che per le canzoni dai testi potenti e la musica travolgente, anche per le scenografie che animano la performance. Lo spettacolo si apre con una pedana mobile che trasmette l’immagine in movimento di acqua e cascate. Si passa poi ad un sole futuristico sulle note di Il sole esiste per tutti e si arriva a delle fiamme che si muovono a ritmo della canzone Xverso.

Il cantante, poi, si ritaglia sempre un po’ di tempo per spendere qualche bella parola sulla magnificenza di Firenze (anche lui rimarca quanto sia importante valorizzarne la bellezza) e per interagire con il pubblico, ad esempio leggendo i cartelloni con su scritto frasi di canzoni o dei classici “Tiziano ti amo”. Non mancano poi le sue profonde considerazioni sull’importanza e l’amore per la vita.

Meno romanticismo e più dinamismo

Durante questo concerto, le canzoni d’amore che fanno sempre scendere qualche lacrimuccia ai più sensibili, si sono alternate a rivisitazioni di qualche grande classico in versione R&B o acoustic, come Indietro e Imbranato, che hanno lasciato un po’ di spazio anche per ballare e scatenarsi. Sono stati dei veri e propri momenti in cui Tiziano è riuscito ad animare ancora di più il concerto.

Il concerto finisce con circa 40mila persone commosse che agitano in aria oggetti luminosi e voci che si uniscono sulle parole dell’ultima canzone del concerto: Potremmo ritornare. Però, ciò che emoziona più di tutto il pubblico, sono proprio le lacrime di gioia di Tiziano Ferro, che ci saluta con un sorriso leggermente velato di malinconia e con la promessa che ci rivedremo presto.