48 morti sul lavoro nella sola Toscana.

682 in tutta Italia.

Sono numeri impressionanti, devastanti. Nel nostro Paese, quindi, vi sono stati circa 3 morti ogni giornata lavorativa. Sono dati che non dovrebbero essere così consistenti nel 2017. Purtroppo, però, dobbiamo anche costatare che questi sono numeri forniti dall’Inail; non tengono quindi di conto di tutti i lavoratori che hanno perso la vita durante il proprio turno di lavoro e che non sono assicurati con l’istituto suddetto (forze dell’ordine, pompieri, giornalisti etc…).
Un’autentica carneficina.

L’ultima morte bianca toscana è il 54enne Fabio Cerretani, morto schiacciato da una delle presse presenti nell’azienda di riciclo di vetro e plastica, la Revet. Il presidente Enrico Rossi ha rilasciato una dichiarazione subito dopo essere stato informato della tragedia. In questa, oltre a porgere le proprie condoglianze, ha assicurato che saranno stanziati da qui al 2020 circa 8 milioni di euro a favore della sicurezza dei lavoratori.
L’intervento del presidente è stato però molto interessante soprattutto perché ha chiesto uno sforzo convinto da parte delle imprese, del sistema produttivo e di tutte le altre istituzioni affinché queste si impegnino ad arginare e ridurre le morti sul lavoro.

Credo che il presidente Rossi, abbia colpito nel segno. La nostra normativa in fatto di sicurezza sul lavoro è ben strutturata, anche se si potrebbe sempre migliorare. Quello che manca però è un controllo diffuso e capillare del rispetto di quest’ultima. Troppe volte, personalmente, ho assistito a lavori edili svolti da aziende con una manodopera italiana e/o straniera, che non conosce minimamente le tecniche atte a garantire la propria e altrui sicurezza e incolumità e senza gli adeguati dispositivi di protezione. Anche in altri settori lavorativi si potrebbero fare esempi simili.

Fintantoché, quindi, la legge rimarrà sulla carta, senza un’applicazione pratica e senza che nessuno si interessi a controllare se la normativa in fatto di sicurezza sul lavoro sia applicata alla perfezione, è prevedibile vedere il numero di morti sul lavoro aumentare di giorno in giorno.