Manca veramente pochissimo alle elezioni che si terranno nel 2018. Grandi manovre si stanno preparando in vista di Marzo, nonostante la spada di Damocle qual è l’elezione in Sicilia, e a Firenze si cominciano a percepire, sempre più forti, le prime fibrillazioni all’interno dei singoli partiti.

Mancano poco più di quattro mesi alle elezioni politiche 2018. Le date che ballano, secondo le indiscrezioni, sono quella di domenica 4 Marzo o quella successiva, l’11 Marzo.

Un tiro di schioppo.

Mancano, oramai, solo i “dettagli”, anche se chiamarli così è alquanto riduttivo e sicuramente non realistico.
Il primo è l’approvazione della legge di stabilità, che certo non sarà una passeggiata. Si prevedono giornate piene e intense per i parlamentari. E’ una delle leggi più importanti dell’anno e ci si aspetta, almeno secondo alcune “male lingue”, che possa essere inserita al suo interno, da parte del governo, una qualche “manovra elettorale”, un tentativo di recuperare voti in vista delle elezioni.

Secondo “dettaglio”, ma di certo non di poco conto, è la legge sullo Ius Soli. Questa è stata, nel corso degli ultimi due anni, tirata in ballo più e più volte, ma adesso sembra essere sul punto di tagliare il traguardo. Oltre alle prese di posizione interne al Pd e alla galassia di partiti, piccoli o grandi, alla sinistra del Partito Democratico, si è aggiunta infatti la voce del senatore Denis Verdini, che, con la sua formazione ALA, si è detto pronto a votarla.

Intanto in Toscana e a Firenze, le future elezioni nazionali stanno scuotendo lo scenario cittadino e regionale di alcuni partiti come il Pd.
Qualche mese fa, voci piuttosto insistenti da Palazzo Medici Riccardi prospettavano al presidente della Regione, Enrico Rossi, appena entrato in Mdp, una candidatura in Parlamento. Sarebbe stato un autentico terremoto.

Nel caso di avvenuta elezione, infatti, il Presidente avrebbe dovuto lasciare la carica costringendo i toscani a tornare alle urne.

Queste voci si erano però poi attenuate, fino all’intervista, rilasciata a La Nazione il 28 ottobre, dall’assessore Saccardi, la quale si auto candidava come futuro presidente della regione Toscana. Certo, non ha mai nemmeno accennato ad una fine anticipata della legislazione, questa uscita però ha destato molti sospetti. Che lei sappia qualcosa in più rispetto agli altri?

In Forza Italia, nel frattempo, Marco Stella, coordinatore del partito a Firenze e vice presidente del Consiglio regionale, sembra lanciatissimo per un posto alla Camera. D’aiuto, sicuramente, è il legame profondo che lo lega con il presidente del Parlamento europeo, Tajani, ritenuto da Silvio Berlusconi una persona ideale come candidato premier. Numerosi cartelloni pubblicitari sono spuntati in una notte per tutta Firenze con la faccia del consigliere regionale ed i suoi slogan.

In Fratelli d’Italia, si prevede si una riconferma dell’on. Totaro, ci possiamo però aspettare delle novità? Rampante è sicuramente il consigliere regionale Donzelli, che ha ottenuto una buona visibilità anche a livello nazionale, fino ad essere indicato come braccio destro di Giorgia Meloni.

Rimane l’incognita M5S, che si dice pronto a fare le “parlamentarie” e le sigle di sinistra che hanno deciso di scegliere i candidati con metodi democratici.

Di acqua sotto i ponti ne deve ancora passare. Per vedere come andrà a finire, basta solo sedersi sulla riva del fiume e aspettare che gli eventi accadano.