Da stasera fino al 10 di Dicembre, al Teatro Verdi di Firenze, arriva “La febbre del sabato sera” in cui si avvicenderanno sul palco le note storie di Tony Manero e i suoi amici 

Per questa occasione abbiamo intervistato la giovane e brava  Arianna Galletti che nel  Musical sarà Annette, una giovane ragazza di 20 anni innamorata del protagonista.

 INTERVISTA AD ARIANNA GALLETTI 

Cara Arianna,  intanto benvenuta. Ti andrebbe  di presentare il personaggio di Annette? Come ti sei rapportato ad esso?

Bene, diciamo che ho subito amato questo personaggio, che è  molto vicino a me, perché si tratta di una ragazza come me, alle prese con il suo primo grande amore. Pertanto è  una storia che da ventenne, riesco a vivere molto da vicino. Ovviamente per il mio personaggio mi sono ispirata al film, per capire lo stato emotivo di Annette e quella che è la sua connotazione spazio temporale, ovvero New York.

Quanto di Arianna c’è  in Annette? E come hai affrontato quelle scene forti, fino alla violenza?

Sicuramente c’è  un po’  della mia esperienza personale, ma ho cercato di studiare il personaggio in modo tale che sia Annette a soffrire per Tony e non Arianna. Come dicevo c’è  un poco  della mia esperienza ma c’è  molto del personaggio che ovvio non sono io. Chiaramente le scene che si vedono in Teatro sono diverse da quelle che si sono viste al cinema. Quindi i  temi di violenza presenti nel film, sul palcoscenico sono un po’  più smorzati. Annette subisce uno stupro ma in Teatro questa scena è stata  decisamente edulcorata. Ma chiaramente non è facile rapportarsi con queste realtà, perché stiamo parlando di un tema veramente forte, parliamo della violazione di un corpo, un tema molto sentito in questi tempi.

E per riuscire al meglio in questi frammenti di vita, che sono lontani dai miei, ho fatto uno studio accurato.

Com’è  stato lavorare con un regista come Claudio Insegno? È  la tua prima esperienza sotto la sua direzione di regia?

Sì  è  la prima volta che mi sono trovata a lavorare con Claudio  e diciamo che è   stata una bellissima esperienza. Lui infatti è un regista molto in gamba e molto capace, perché è  in grado di mettere a proprio agio tutto il cast.

Per me, come dicevo, è  stata una bella esperienza ed essendo alle mie prime esperienze lavorative, avevo un po’  di timore nell’affrontare questo spettacolo complesso, quale La Febbre del Sabato sera, ma mi sono trovata subito a mio agio e coccolata da tutti.

Da questa sera sarete a Firenze. Sei mai stata nel capoluogo toscano? E  ora ti senti di dire al pubblico do Firenze per farlo venire a vedere La Febbre del Sabato sera?

Allora, Firenze l’ho vissuta solo da turista, vi sono stata un paio di volte, perché molto amante dell’arte. E amo tantissimo questa città e  sono davvero molto contenta di tornarci anche in veste diversa, come artista.

L’invito che posso lanciare al pubblico fiorentino è   quello di venire a Teatro, per rivivere un film che ha fatto la storia e ha creato una generazione.

Per cui venite a Teatro perché vi troverete di fronte ad un’esperienza bella  e divertente.