La Cupola del Duomo di Firenze è uno dei monumenti più famosi al mondo, talmente bello ed imponente da rappresentare la città in ogni angolo del pianeta. Inoltre, è il capolavoro più noto del talentuoso architetto Filippo Brunelleschi. Pochi però sanno che a rendere ancora più speciale quest’opera è il fatto di essere la più grande cupola in muratura mai realizzata senza l’uso di centine.

Cosa sono queste ultime? Una specie di struttura provvisoria, usata in edilizia come appoggio per il posizionamento dei vari blocchi di pietra o dei mattoni. La domanda sorge spontanea: come ha fatto il Brunelleschi a realizzare quest’opera senza l’utilizzo delle centine?

Per molto tempo nessuno è stato in grado di fornire una risposta, dal momento che Brunelleschi non lasciò ai posteri nessuna spiegazione a riguardo. Solo recentemente grazie agli studi dell’architetto Massimo Ricci è stata avanzata un’ipotesi. Quest’ultimo sostiene che Brunelleschi progettò la costruzione disponendo i mattoni a spina di pesce con la curva di riferimento della corda mobile utile alla loro posa da parte dei muratori. Così è stato possibile alla Cupola “auto-sostenersi” con l’ausilio di sole centine mobili.

Per celare questo “trucchetto” Brunelleschi fece esporre a vista mattoni disposti longitudinalmente invece che lateralmente, così da sviare gli osservatori.

Oggi nel Parco dell’Anconella (zona sud di Firenze) è possibile farsi un’idea dell’architettura di questa magnifica opera grazie ad una “cupola in miniatura” realizzata dallo stesso Ricci. Sono stati utilizzati mattoni in scala 1:5 e impiegati strumenti dell’epoca: corda, filo a piombo, centine mobili in legno ecc. La mano d’opera invece è stata fornita dagli studenti della Scuola Edile della Provincia di Firenze.