Tornano le giornate di primavera del Fondo Ambiente Italiano 2018. Un’occasione unica per potere scoprire tesori nascosti della nostra città. Ecco i luoghi aperti  Sabato 24 e Domenica 25 marzo

Il complesso de Le Murate

Nel cuore dello storico quartiere di S. Croce, il complesso de Le Murate, è oggi un polo di eccellenze culturali e produzione artistica e letteraria che attrae talenti creativi da tutta Italia. Ma la storia de Le Murate ha inizio nel ‘400 con la costruzione, finanziata da Giovanni De’ Benci di un monastero ad uso delle pie donne fiorentine che già vivevano rinchiuse (da qui il nome “murate”) in piccole casupole sull’attuale Ponte alle Grazie. Il convento crebbe nei secoli successivi fino al 1808 quando nell’ambito delle ordinanze contro la Chiesa ed il clero volute da Napoleone, venne chiuso. Nel 1845 i locali vennero ristrutturati, e le Murate ospitarono il nuovo carcere cittadino, chiuso negli anni ’80.

Chiostro Grande e Cappella di S. Luca

Nella Basilica della Santissima Annunziata la Cappella di San Luca o “Cappella dei pittori” è un ambiente monumentale dove furono sepolti alcuni tra i più illustri membri dell’Accademia del Disegno: Pontormo, Sansovino, Cellini. La cappella è decorata con un complesso ciclo allegorico in cui tre dipinti (Allori, Vasari e Santi di Tito) si alternano a dodici sculture.

Chiesa di S. Maria dell’Umiltà e antico Ospedale S. Giovanni di Dio

In Borgo Ognissanti si trova l’ospedale di Santa Maria dell’ Umiltà sorto nel 1380 per volontà del mercante Simone di Piero Vespucci fondò. Nel 1587 il granduca Ferdinando I de’ Medici lo affidò all’ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio, i cosiddetti “Fatebenefratelli”. La Chiesa e il monumentale scalone a forbice, con affreschi e sculture, risalgono alla fine del XVII secolo.

Chiostro e Cenacolo di San Salvatore in Ognissanti

All’ interno del complesso conventuale di Ognissanti, fondato alla metà del XIII secolo dall’ordine degli Umiliati, è celato il suggestivo cenacolo dipinto da Domenico del Ghirlandaio nel 1480. Posto sul fondo, il grande affresco dell’ “Ultima Cena” crea un potente gioco illusionistico, ampliando l’architettura della sala che si trasforma in una loggia aperta. Nel Cenacolo sono anche conservate le sinopie dell’affresco, il portale originale e due lavabi sempre quattrocenteschi.

Ex Ospedale di San Matteo – Accademia di Belle Arti

Gli ambienti dell’ Accademia di Belle Arti di Firenze testimoniano una storia antica – quella dello Spedale San Matteo, delle sue architetture di fine Trecento e delle sue pitture quattrocentesche – e una storia moderna – quella dell’istituto fondato nel 1784 dal Granduca Pietro Leopoldo come centro di istruzione artistica pubblico e gratuito, erede della Accademia delle Arti del Disegno.