Ha iniziato l’attività solo da pochissimo tempo, l’apertura è avvenuta infatti domenica 25 Marzo, ma già si sta facendo conoscere tra i residenti e i turisti per il suo menù tipicamente toscano e legato strettamente alla tradizione fiorentina. Abbiamo provato per voi “Osteria dell’Oca” e non c’è dubbio che sia un ristorante da provare.

Dietro ogni angolo di Firenze c’è una storia. E anche nel campo della ristorazione, spesso e volentieri, ce ne sono di belle da raccontare. Perché la ristorazione a Firenze non è semplicemente un lavoro: è un mestiere, una passione e – talvolta – è arte. È il caso dell’Osteria dell’Oca, il ristorante che ha appena aperto i battenti in via delle Oche: in pieno centro, a due passi dal Duomo e dalla Casa di Dante. A lanciare l’Osteria delle Oche non proprio due novizi del settore.

I due proprietari sono, infatti, Debora Pisilli e Fabio Ciofi Baffoni. La prima è figlia d’arte: il padre, Sergio, dopo aver fatto il cameriere in Borgo Albizi dal Frizzi, rilevò nel febbraio del 1966, ad appena 26 anni, una piccola trattoria fiorentina del 1908, che poi ha fatto epoca: la Trattoria Marione, in via della Spada. Nel 2001, Debora, dopo i brillanti studi in economia, dovette abbandonare i numeri e dedicarsi anima e corpo fino al 2002 alla trattoria di famiglia a causa della malattia del padre. In quell’anno Marione fu ceduto ad un altro personaggio di peso della ristorazione fiorentina (Aurelio Fontani). Quei due anni da Marione hanno trasmesso a Debora la passione dei genitori per la ristorazione, fino al punto di volerci riprovare. Complice dell’opera è Fabio Ciofi Baffoni che di Marione era diventato negli anni l’anima e il gestore, dopo esserci entrato ragazzetto come cameriere negli anni ‘80. Fabio è una figura d’altri tempi, è un oste, un trattore e un intrattenitore. Con lui ti sembra sempre di stare a casa e quando ti sistema ad un tavolo, non è semplicemente un tavolo, ma una ‘suite’.

L’Osteria ha una sua personalità: 55 coperti e un menù fiorentino classico.  Dai crostini toscani, ai pici al ragù di lampredotto, dalle penne strascicate ai tortelli mugellani. E poi naturalmente bistecca alla fiorentina, trippa (anche fritta), lampredotto, e per finire un ottimo tiramisù o i classici cantuccini e vin santo.

“Fabio ed io avevamo la voglia di continuare una tradizione, di portare nei piatti di chi ci viene a trovare un pezzetto di Firenze, di una vecchia osteria fiorentina dove l’arte e la poesia veniva ascoltata, vista, odorata e assaporata – afferma Debora – Lo facciamo mettendo in pratica quello che negli anni ho imparato guardando mia mamma e mia zia cucinare, mio padre e mio zio accogliere gli ospiti”.

Perché cucina, storia e passione per l’ospitalità si sposano spesso lungo i vicoli e le strade della nostra città. Come all’Osteria dell’Oca.

 

Osteria dell’Oca

Via delle Oche, 21/r

Tel. 055 2396244