Ultimamente i brand di moda emergenti sono sempre di più e ognuno con una propria storia. Oggi ci mettiamo a tu per tu con Carlotta di Caramì. Io non aggiungo altro, lasciamo che sia lei a raccontare …

Come nasce l’idea di Caramì?

Caramì è nato in un contesto non tanto positivo: mia sorella Camilla, malata di anoressia, stava sempre più peggiorando, giorno dopo giorno perdeva chili su chili. Provai davvero di tutto per aiutarla, è terribile vedere la tua sorellina scomparire e non poter far nulla.

L’idea di Caramì però finalmente le fece cambiare idea: l’ossessione del cibo fu messa in secondo piano per dar spazio a pizzi e velluti.

Ma non solo, lei voleva fare la modella per il nostro brand, ma a malapena poteva uscire di casa.

Così cominciai a studiare i vari mercati, scoprendo quello della lingerie e dell’activewear. Scrissi la mia tesi di laurea su Caramì e cominciai a crederci veramente, visti i risultati che Cami stava avendo con il suo corpo.

Caramì rappresenta il legame delle sorelle Castrucci, a partire dal nome che è dato dall’unione dei nostri: Carlotta e Camilla. Anche il logo, sono due “C” una di fronte all’altra che si guardano, ma non solo, rappresenta anche un reggiseno e il giglio di Firenze (leggermente allungato).

Il messaggio che c’è dietro è molto forte. Sperate che altre ragazze che soffrono di anoressia possano “salvarsi” da questa malattia e indossare fiere del loro corpo la vostra lingerie?

Il messaggio che voglio trasmettere è quello di non arrendersi mai. Le difficoltà ci sono, sempre, e non si possono evitare né tanto meno farci schiacciare da queste.

Cami era uno scheletro, però voleva fare la modella per la nostra lingerie. Chiaramente glielo negai, perché altrimenti avrebbe trasmesso un messaggio negativo. Così lei si impegnò per arrivare ad un peso sano al fine di poter scattare le foto.

È stato un traguardo bellissimo. Mi ricordo ancora il suo sorriso e la sua gioia per aver raggiunto quel traguardo: posare per la nostra collezione.

Chiunque indossa la nostra lingerie sa che dietro c’è un messaggio bellissimo, una forza e una volontà invidiabile!

Altre ragazze che soffrono di anoressia ci sostengono, mi scrivono spesso messaggi bellissimi.

Vorrei tanto che questa storia fosse di aiuto e un punto di riferimento per tante altre ragazze: con l‘amore e la determinazione si possono fare grandi cose, Caramì ne è la prova.

Che tessuti utilizzate? Ho letto che utilizzate anche il velluto, una stoffa che raramente si trova nella lingerie…

La nostra collezione di lingerie si ispira alla nostra città: Firenze. Pizzi e velluti sono elementi chiave delle nostre collezioni.

Ci ricordano le corti rinascimentali fiorentine, ma non solo: il concetto di “Rinascimento” è associato anche alla rinascita di Cami che è riuscita ad uscire dell’anoressia. Il velluto è un tessuto molto particolare: morbido, delicato sulla pelle e romantico.Si adatta ad ogni corpo abbracciando ogni curva e forma.

I nostri capi sono estremamente raffinati ed eleganti e questa nobile stoffa contribuisce a renderli tali.

Qual è il vostro modello preferito?

Come faccio a scegliere?! A me piacciono tutti 🙂

Quelli simbolici sono il reggiseno Cora e Camelia (rispettivamente https://www.carami.it/reggiseno-triangolo-blu-cora-122.html e https://www.carami.it/reggiseno-triangolo-pesca-camelia.html)

Perché rappresentano me e mia sorella: sono i primi intorno ai quali abbiamo sviluppato tutti gli altri capi.

Hanno un valore molto importante per noi.

A che donna pensate quando realizzate i vostri capi? È una donna dalle forme italiane, avete qualche donna precisa in mente, un modello di ispirazione?

Essendo Caramì un brand interamente Made in Italy, la donna alla quale pensiamo è la donna italiana. Una donna dinamica: alla quale piace allenarsi (con il nostro activewear) e viaggiare.

Ma non solo, la donna Caramì è anche molto social, perché segue tutti gli aggiornamenti delle collezioni tramite la nostra pagina Instagram (https://www.instagram.com/carami.collection/), via newsletter, pagina Facebook (https://www.facebook.com/carami.collection/) e acquista sul nostro e-shop ( www.carami.it).

La donna che ho sempre in mente è la mia mamma, non solo perché rispecchia i requisiti della donna Caramì, ma perché mi ha insegnato tanto, sostenendomi sempre e non c’è stato un giorno che non abbia creduto in me!

Devo tutto a lei, mi ha reso la donna che sono oggi.

Quanto è stata dura iniziare questa vostra avventura?

Non è stato per nulla facile: però lo rifarei altre mille volte! Sono molto determinata e forse un po’ testona: se qualcuno mi dice che non posso farcela io mi impunto per dimostrare il contrario.Così ho fatto con Caramì: nessuno credeva che sarei riuscita ad arrivare dove sono adesso.

La strada è ancora tanto lunga e in salita, ma non vedo l’ora di andare avanti. Cami adesso sta bene e può darmi una mano.

Questa è una domanda che faccio sempre nelle interviste ed è forse la mia preferita. Dove vi vedete tra dieci anni?

Essendo molto giovane (23 anni) tra 10 anni mi vedo sempre nella mia Firenze e con il mio team Caramì (mia mamma e mia sorella). Ho tanti progetti da mettere in atto per Caramì, in 10 anni spero di poterli portare tutti a termine e trovarne dei nuovi.

Ringraziamo Carlotta per il suo racconto e la lasciamo con un in bocca al lupo per la tua avventura!