La mostra “Hip Hop History” dedicata a Michael Lavine e ospitata presso l’Outlet di Barberino (12 giugno al 20 luglio) raccoglie una selezione di 20 anni di lavoro: da fine anni 80 al 2000 e in special modo gli anni ’90 che hanno rappresentato l’apice dell’hip-hop.

Inconfondibile il suo stile che ha contribuito a creare l’iconografia dell’hip-hop: colori saturi, luce intensa e pervasiva, pose plastiche.
E dietro ogni singolo scatto una costruzione complessa che richiede tanta fatica soprattutto per riuscire a ritrarre gli artisti. “3-8 ore di ritardo” racconta Michael. “Jay-Z il più ritardatardio di tutti”.

La svolta nella sua carriera è stato ritrarre Notorius BIG di fronte al carro funebre per il suo profetico “Life After Death”: uno scatto divenuto perché Biggie sarà ucciso poco dopo in uno scontro tra bande della East e West Coast. Michael racconta di una ricerca difficoltosa di un cimitero adatto per ambientare le foto e delle disavventure per realizzare lo shooting. Alla fine il cimitero fu trovato: era infinito con infiniti filari di lapidi dei veterani.

La mostra fa scoprire come marchi celebri della moda progressivamente abbiano assorbito le tendenze trasformandole da dal basso e di protesta in fenomeno di massa.

Alla nostra domanda sul prossimo hip-hop festival Michael ha esclamato: “Great!”