Quella che stiamo cominciando a respirare è la classica quiete prima della tempesta.

Si sa, anche la politica, tranne qualche eccezione, d’agosto va in vacanza sotto l’ombrellone. Come tutti d’altronde. Questa quiete, però, sarà solo temporanea e di brevissima durata. La tempesta, al contrario, si abbatterà più forte che mai, almeno qui a Firenze.

Siamo oramai all’ultimo anno del mandato del sindaco Nardella, tra meno di 11 mesi i fiorentini saranno chiamati ad andare alle urne e ad esprimere il proprio voto.

Il capoluogo toscano è oramai l’ultimo bunker del Partito Democratico, è l’ultima grande roccaforte da proteggere, una Stalingrado. Difenderla e riuscire a riconfermare il sindaco Nardella per il secondo mandato sarebbe una grandissima boccata d’ossigeno, visti gli ultimi risultati del partito di centrosinistra sia in Toscana che in tutta Italia. Perderla, invece, potrebbe essere il passo decisivo verso il baratro, la Waterloo della classe dirigente renziana e forse anche della forza politica di centrosinistra tutta.

Il centrodestra e il Movimento 5 Stelle, invece, faranno di tutto per dare un governo cittadino di colore diverso rispetto a quello che ha dominato fino ad ora.

Questi ultimi cinque anni sono stati tormentati per il primo cittadino, in primis per tutte le problematiche, le tensioni e i grattacapi causati dai lavori della tramvia. La partenza delle due linee, la tre tra qualche giorno mentre la due a settembre (riusciranno a mantenere la scadenza di quest’ultima?), faranno recuperare alcuni dei voti persi durante questi anni tra il traffico e la “foresta” di tralicci in piazza Santa Maria Novella?

Non solo però la tramvia ma anche il degrado e l’insicurezza percepita dai cittadini fiorentini hanno afflitto i giorni del sindaco. Sui social ma anche sui tradizionali mezzi di comunicazione si è diffuso il malessere e gli ultimi fatti di cronaca nera non hanno fatto altro che peggiorare la situazione.

Il sindaco Nardella ha però un anno per poter recuperare il terreno perso. La sua campagna elettorale è già cominciata. Davanti a lui si prospetta un cammino arduo e di sicuro faticoso ma ha ancora molte chance di farsi rieleggere.

Per eventuali consigli, può sempre chiedere al rieletto Emiliano Fossi. A Campi Bisenzio, nonostante una sfida ad altissimo coefficiente di difficoltà, attaccato sia da destra ma soprattutto da sinistra, il riconfermato primo cittadino è riuscito a spuntarla, in controtendenza rispetto alle altre città toscane (Pisa e Siena). Un capolavoro!

Il centrodestra, invece, deve cominciare una difficile trattativa per trovare un nome che possa essere condiviso da tutte e tre le anime di questa coalizione, ma soprattutto che possa essere competitivo e spendibile. La trattativa sarà difficile, soprattutto perché le gerarchie si sono completamente stravolte, con la Lega a traino di Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Il partito di Salvini imporrà un suo nome o accetterà le proposte degli alleati?

Ad oggi, guardando ai consiglieri comunali e prestando l’orecchio ai rumors, Jacopo Cellai (Forza Italia) sembra essere in pole position per la guida della coalizione. Non dobbiamo dimenticarci però dell’on. Guglielmo Picchi (Lega), che già nel 2014 si propose, affiggendo manifesti per tutta Firenze a sostegno della sua candidatura.

Il Movimento 5 Stelle, dal canto suo, dovrà trovare candidati, non solo quello a sindaco, che possano portare voti di preferenza e che possano invertire la loro tendenza: forti a livello nazionale, alle politiche, arrancanti sul territorio, alle amministrative.

Come dice il detto, chi vivrà vedrà.

Chi, però, è animato dalla passione per la politica non vede l’ora che settembre arrivi il prima possibile, sarà un anno sicuramente scoppiettante.