Turismo: Toscana, positivi i primi cinque mesi del 2018, giugno e luglio fra luci ed ombre, ad agosto i risultati migliori sono per le due settimane centrali del mese. Bene la clientela straniera, in recupero la domanda italiana

“Occorre tornare ad investire sul turismo” dice il presidente Gronchi

Dopo un 2017 dai numeri esaltanti, l’industria turistica regionale chiude i primi cinque mesi del 2018 con valori leggermente migliori rispetto allo stesso periodo del 2017, grazie al buon andamento del mese di marzo (week end pasquale) e ai risultati positivi registrati a febbraio. Si registrano situazioni diversificate fra le città d’arte che registrano valori positivi (i visitatori dei Musei Statali in Toscana nei primi 5 mesi dell’anno sono aumentati dell’8,6% sfiorando i 3 milioni- dati MIBACT), mentre molte località balneari hanno sofferto a causa di condizioni climatiche non soddisfacenti, di una Pasqua (ultima settimana di marzo) e di week end primaverili non all’altezza degli stessi mesi dell’anno precedente.

Si registrano situazioni diversificate fra le città d’arte che registrano valori positivi (i visitatori dei Musei Statali in Toscana nei primi 5 mesi dell’anno sono aumentati dell’8,6% sfiorando i 3 milioni- dati MIBACT), mentre molte località balneari hanno sofferto a causa di condizioni climatiche non soddisfacenti, di una Pasqua (ultima settimana di marzo) e di week end primaverili non all’altezza degli stessi mesi dell’anno precedente.

Queste le indicazioni emerse dall’indagine del Centro Studi Turistici di Firenze sia presso un campione di 827 imprese ricettive regionali sia attraverso una prima analisi dei dati regionali di Banca d’Italia, MIBACT e ISTAT sugli arrivi e presenze nelle strutture ricettive.

Il tempo della rendita è finito anche per una Regione come la nostra e che occorre tornare ad investire

“Per quanto riguarda i primi dati relativi ai due mesi estivi (giugno e luglio) – dice Nico Gronchi, Presidente Confesercenti Toscana – continuano ad emergere differenze sostanziali fra tipologie di prodotto anche a livello regionale. Mentre per le città d’arte si continua a registrare una crescita dei flussi trainati in particolar modo dai turisti stranieri, altre tipologie di prodotto ed in particolar modo le località balneari registrano valori molto elevati solamente nei week end con momenti di difficoltà in alcune aree costiere durante il restante periodo settimanale. La concentrazione nei week end e nelle settimane centrali del turismo balneare, alcune zone che stanno perdendo competitività, la stagnazione del turismo domestico – ha poi concluso Gronchi – sono segnali chiarissimi che il tempo della rendita è finito anche per una Regione come la nostra e che occorre tornare ad investire”.

I dati dell’indagine campionaria presso le strutture ricettive sono confermati dalla analisi della disponibilità di camere sui vari portali delle OLTA (online travel agency) registrate nel mese di agosto; i risultati migliori si registrano nella settimana centrale del mese ed in particolare durante il ponte di ferragosto e nella settimana successiva, rispetto alla prima settimana del mese. Infatti, in base al monitoraggio del CST la saturazione dell’Offerta Ricettiva Regionale Disponibile Online per il week end di Ferragosto (dal 14 al 16 agosto 2018 – 3 notti) dovrebbe attestarsi a circa l’85% (stabile rispetto alla stessa rilevazione del 2017), con punte più elevate per le località balneari, le località montane e di campagna.

Le destinazioni

Valori importanti della domanda turistica sono attesi in tutte le aree della nostra Regione, con valori percentuali più alti per le località della nostra Costa ma anche per le località montane e della nostra campagna. A farla da padrone sono, quindi, le località balneari dove si rileva un tasso di occupazione delle camere disponibili online intorno al 94%; dati importanti anche per le nostre città d’arte che si aggirano intorno ad un tasso di occupazione dell’80%. Bene anche le località montane e collinari che raggiungono tassi di occupazione della disponibilità online superiori all’85%. Più basse le percentuali di occupazione per questo periodo per le principali località termali regionali.