(ndr. Dalla rubrica “Florentinae Antiquitates” questa settimana eccezionalmente di lunedì. Da settimana prossima torna come sempre la domenica.)

Firenze antica: una grande storia che non ti immagineresti (III parte)

Nell’ultimo articolo ci eravamo fermati a parlare degli edifici che caratterizzavano la città romana di Florentia. Con quest’ultimo articolo parleremo di come Florentia, negli anni “bui” dell’età tardoantica e dell’Alto Medioevo, si sia lentamente trasformata nella Firenze che tutti noi conosciamo.

Florentia e l’antico splendore dei primi secoli

Nei primi secoli d.C, Florentia era una delle città più floride d’Italia, che, grazie al fiume Arno, commerciava in tutto l’Impero: alcuni scavi archeologici condotti in città hanno scoperto merci che possiamo tranquillamente far provenire dalla Gallia e dall’Africa. La ricchezza della città e dei suoi cittadini era dimostrata anche dalle imponenti strutture costruite, le quali, come abbiamo ricordato nello scorso numero, non avevano niente da invidiare ad altre città italiche. Alla fine del II secolo d.C, più precisamente sotto il principato di Adriano (117-138 d.C), la via Cassia, che collegava Roma con Lucca, venne prolungata fino a Florentia, facendo così entrare la città nell’immenso sistema stradale romano.

A testimoniare poi l’importanza acquisita dalla città, sappiamo con certezza che, durante la riforma tetrarchica di Diocleziano, la città divenne la capitale della regione che comprendeva l’Etruria Settentrionale e l’Umbria, battendo, per così dire, città ben più antiche come Fiesole, Arezzo e Perugia (tutte città di fondazione etrusca).

Il periodo buio

Tuttavia, come per altre città dell’Impero, nel III secolo d.C iniziò un lungo periodo buio per Florentia, dovuto sia alla crisi economica che attanagliava tutto lo stato romano, dilaniato da guerre civili e invasioni barbariche, sia per la diffusione di una nuova e particolare religione,che scuoteva l’animo della popolazione: il Cristianesimo.

Il Cristianesimo

Questa religione si diffuse subito tra la popolazione, anche grazie, si dice, all’evangelizzazione, nel I secolo d.C, di alcuni discepoli di San Pietro, tra i quali San Paolino, futuro vescovo martire di Lucca. Il cristianesimo si diffuse molto rapidamente tra la popolazione fiorentina, tanto che, nel secolo successivo, la città poteva già vantare un primo santo martire: San Miniato. Le origini del protomartire fiorentino sono abbastanza sconosciute, ma sappiamo che fu decapitato durante le persecuzioni volute dall’Imperatore Decio (250 d.C) e, secondo la leggenda, raccolse la sua testa e la portò su una collina fuori Firenze, proprio dove attualmente sorge la Basilica di San Miniato al Monte.

La città nel IV secolo d.C, si convertì totalmente al Cristianesimo, ormai divenuta con Costantino I religione tollerata e con Teodosio I religione ufficiale dell’Impero. E’ questo il periodo nel quale avviene il cambio di patrono: la città passò dall’adorare il dio della guerra Marte a San Giovanni Battista, che “occupò” il vecchio tempio della divinità polide, cioè l’attuale Battistero. Alcune leggende dicono che i fiorentini, quando tolsero dal tempio la statua di Marte, onde evitare le ire del dio, decisero di esporla sul ponte della città (Ponte Vecchio), dove rimase sicuramente fino al Trecento, come ci viene testimoniato anche da Dante.

Nonostante la città si sia convertita molto presto al cristianesimo, la totale conversione avvenne grazie all’opera di San Zanobi, uno dei santi patroni della nostra città, che organizzò la diocesi e costruì la Basilica di San Lorenzo, inaugurata addirittura da Sant’Ambrogio,nel 393. Anche su San Zanobi abbondano le leggende: si dice infatti che durante i suoi funerali la sua salma, che veniva portata nella Chiesa di Santa Reparata, abbia toccato un albero morto, che improvvisamente tornò a fiorire. Non sappiamo ovviamente se la storia è vera, però possiamo dire che da tempo immemore sorge vicino al Battistero una colonna, a ricordo dell’avvenuto miracolo.

La fine dell’impero Romano

Con la fine dell’Impero Romano, per Florentia iniziò un lento declino. La città fu assediata per due volte dagli Ostrogoti: la prima volta da Radagasio, sconfitto da Stilicone a Fiesole nel 406, e la seconda volta da Totila, durante le guerra greco-gotica. A causa di queste guerre, la città conobbe un progressivo spopolamento, che portò anche alla degradazione degli edifici romani, che nel corso dei secoli, vennero o distrutti o inglobati negli edifici che tutti noi conosciamo, andando a caratterizzare la città di Firenze, che saprà rendersi degna, nelle epoche successive, del suo grande e antico passato.