Quella legata alla sicurezza e al decoro urbano è un questione che sta suscitando un interesse sempre maggiore. Un bisogno sempre crescente espresso ai cittadini a cui le varie forze politiche, a prescindere dalla collocazione, cercano di dare una risposta giungendo (spesso e volentieri) a soluzioni non troppo diverse.

In questo “clima” si collocano le Passeggiate per la sicurezza. Un’iniziativa, promossa dal movimento CasaPound. Le passeggiate, che in Toscana e a Firenze hanno avuto notevoli riscontri positivi, hanno fatto molto discutere gli avversari politici del movimento.

Ma in cosa consiste questa iniziativa? Lo abbiamo chiesto ai diretti interessati.

Saverio Di Giulio, fiorentino, classe 1984, lavora nel settore del turismo ed è padre di una bambina di sei anni. E’ da sempre impegnato nel campo della solidarietà e del volontariato, sia a livello locale che internazionale. Con l’organizzazione Solidarités Identités Onlus ha partecipato a numerose missioni umanitarie all’estero. La sua attività politica inizia nel 2008 con un approccio “scevro da logiche di profitto, unito ad un’avanzata visione del sociale e ad un forte sentimento identitario”. Nello stesso anno fonda la sezione fiorentina dell’allora neonato movimento CasaPound Italia, del quale attualmente ricopre la carica di responsabile provinciale.

Come nasce questa iniziativa? Quale è stata la scintilla da cui è scaturita? Come è stata strutturata?

L’iniziativa nasce dalle richieste dei residenti nel quartiere di San Jacopino, dove abbiamo la nostra sede, in seguito a ripetuti episodi di criminalità e degrado. Parliamo, in particolare, di furti in appartamento che avvengono nel periodo estivo, quando la città si svuota per le vacanze. Abbiamo deciso di chiamare l’iniziativa Passeggiate per la Sicurezza e la Socialità.

Nel concreto, queste sono vere e proprie passeggiate per il quartiere volte a creare una presenza fissa dei nostri militanti e dei residenti nel quartiere. Credo che riappropriarsi degli spazi pubblici sia il modo migliore per fornire un deterrente contro la delinquenza e il degrado che li infestano.

Ci tengo a chiarire il fatto che CasaPound fa politica e non pubblica sicurezza. Con questo servizio non vogliamo sostituirci alle forze dell’ordine, come qualcuno (in cattiva fede) ha sostenuto. Vogliamo semplicemente metterci al servizio della nostra gente, rendere la città più vivibile e sicura attraverso iniziative che hanno valenza aggregativa.

Quali zone di Firenze e della Toscana avete preferito “battere”? Per quale motivo?

Le nostre passeggiate vengono organizzate là dove i cittadini lamentano situazioni di degrado e insicurezza. Cerchiamo di muoverci sempre in sinergia con i residenti e i commercianti.

Durante il mese di Agosto ci siamo concentrati sulla zona di San Jacopino e dintorni. In passato sono state organizzate anche a Novoli e in alcune aree del Quartiere 4. Ma se necessario cerchiamo di coprire ogni zona della città e della Regione. CasaPound ha sedi in tutte le provincie italiane e i nostri militanti sono sempre pronti a mettersi a disposizione dei cittadini, per aiutarli a risolvere le loro problematiche.

Cosa rispondete alle opposizioni (sia i vertici sia i militanti) che attaccano questa vostra iniziativa definendola illegittima e illegale?

Rispondiamo che sono accuse ridicole e strumentali e che l’emorragia di consensi che stanno subendo non ci meraviglia. Tali affermazioni ci fanno capire quanto questa sinistra da salotto, imprigionata in gabbie ideologiche e buoniste, totalmente avulse dalla realtà, abbia causato gravi danni a questa città in termini di vivibilità. Mentre loro continuano a parlare, noi continuiamo a stare vicini ai cittadini e ad aiutarli a risolvere i loro problemi. Voglio solo ricordare agli esponenti del Partito Democratico che se essi avessero fatto il loro dovere di amministratori, le nostre passeggiate non sarebbero state necessarie.

Un parere sulla sicurezza a Firenze: sono stati fatti passi avanti? Quali? Se vi sono, quali passi avanti si possono ancora fare?

L’amministrazione Nardella ha dimostrato di essere completamente priva di cultura della sicurezza e di senso del bello. La città, oltre ad essere sempre meno sicura, sta subendo un progressivo imbruttimento figlio del degrado dilagante. Su questo tema vedo solo slogan e iniziative di propaganda finalizzate a non perdere consensi.

Faccio un esempio: con il cosiddetto “vigile di quartiere” ci è stato fatto credere che sarebbero stati introdotti dei presidi fissi per la sicurezza. In realtà questi presidi sono presenti soltanto un’ora alla settimana e nel peggiore dei casi, un’ora ogni due settimane. La loro reale finalità? Soltanto una mera raccolta di segnalazioni. Ai fiorentini non servono uffici reclami. Serve personale preposto alla sicurezza e alla prevenzione del degrado.

Inoltre, il sindaco Nardella ha dimostrato di non essere capace di far rispettare le ordinanze che egli stesso ha emesso, come accaduto con l’ordinanza “antibivacchi” in Piazza Santo Spirito. Il sindaco di una città problematica come Firenze, dovrebbe essere attento a segnalare capillarmente la presenza di stranieri che creano problemi e grane ai residenti, che possono essere sottoponibili a provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale. Non è mai stato fatto.

Noi vogliamo una Firenze più sicura ma anche più bella e curata.

A tal proposito, noi proponiamo un impiego maggiore della Polizia municipale, dotandola di strumenti adeguati. Proponiamo l’introduzione sul territorio di addetti al controllo per presidiare quelle zone colpite da microcriminalità.

Vogliamo incentivare la partecipazione attiva dei fiorentini, anche attraverso la collaborazione con le varie associazioni di volontariato che già si sono messe a disposizione della collettività, come accaduto in Via de’ Neri. Basterebbe solo avere la capacità politica e la volontà di investire nella sicurezza, nel decoro, nella vivibilità e nella conservazione della bellezza di ciò che ci circonda.

Il Partito Democratico si è dimostrato sprovvisto di tutto ciò. Per CasaPound, invece, rappresenta una priorità.