La Festa della Rificolona

Chiunque, questa sera, dovesse trovarsi a Firenze per le più diverse ragioni (o perchè trasferitosi per lavoro o per frequentare l’università o per lavoro, o per una semplice trasferta sportiva o lavorativa di pochi giorni o più semplicemente per un viaggio di piacere), noterà qualcosa di molto curioso passeggiando per il centro.

Schiere di bambini e ragazzini che passeggiano per il centro della città portando con se lampioncini di carta colorata, delle forme più disparata, con tanto di lumicino al loro interno. E’ la festa della Rificolona che, nella città del giglio, si festeggia il 7 di Febbraio, vigilia della nascita della Vergine Maria.

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Le Origini

Sicuramente la parola rificolona potrà risultare buffa e suscitare ilarità e interrogativi a chi non è di Firenze o non è toscano. Tra poco arriveremo anche a spiegare l’origine del nome di questo evento, ma prima vogliamo spiegare come questa festività è nata.

Inutile dire che, nel corso di tutta l’età moderna, Firenze è un autentico polo di attrazione in Europa e maggior ragione all’interno della stessa Toscana. Non solo per artisti e intellettuali ma anche per contadini e montanari. Questa gente proveniente per la maggior parte dalle aree rurali vicine al centro di Firenze, dalla vallata del Casentino (nella provincia di Arezzo) e dall’Appennino Pistoiese (appunto nella provincia di Pistoia), arrivava in città per festeggiare la natività del Madonna nella chiesa della Santissima Annunziata.

A partire dalla metà del XVII secolo, non furono più soltanto la fede e la devozione a spingerla a Firenze ma anche la possibilità di vendere i loro prodotti alla fiera-mercato che si svolgeva il giorno dopo in Via dei Servi, nella piazza vicina alla basilica. Questi coloni erano soliti partire molto tempo prima della ricorrenza, in modo da poter trovare un buon posto che consentisse loro una visibilità maggiore per più facilmente le loro merci. Durante il cammino rischiaravano il loro percorso con lanterne di diversa forma, appese in cima a canne o bastoni. Con queste stesse lanterne essi giungevano, nella notte, a Firenze dove trovavano riparo nei loggiati della chiesa della Santissima Annunziata e intonavano le loro laudi alla Madonna.

Da dove viene il nome?

Basta aver visto anche solo un film della trilogia di Amici miei per sapere che i fiorentini hanno un’indole goliardica, naturalmente predisposta allo scherzo e alla burla. E’ anche vero che questi coloni che giungevano in città dalle campagne, non dovevano essere campioni di finezza nei modi e buon gusto nel vestire.

Una combinazione letale: i giovani fiorentini aspettavano il 7 Settembre anche per poter fare qualche scherzo o canzonare questi poveri campagnoli. In particolare le donne, abbondanti nei seni e nei fianchi e dai posteriori prominenti. Venivano così chiamate fieruculone. Parola composta da due vocaboli. La radice deriva da fierucola che in, volgare fiorentino, indicava la piccola fiera alla quale partecipavano il giorno dopo. Il suffisso culone, invece, poteva riferirsi allo status di coloni di queste persone o appunto al voluminoso fondoschiena della donne. In seguito la parola fieruculona ha subito diverse alterazioni, fino a diventare rificolona in riferimento alla forma grottesca ed eccentrica dei lampioncini che vengono portati in giro per la città.

Quali sono le forme più gettonate?

Passiamo ora ad uno degli aspetti più curiosi di questa festività: quali sono le forme più gettonate che vengono conferite a questi lampioncini? Inutile dire che queste, spesso si rifanno alla moda del momento, ma approfondiamo un po’di più la questione.

Anticamente queste lanterne, che venivano portate per le strade al suono della simpatica cantilena ona ona, ona ma che bella rificolona, erano fatte a mano e avevano la classica forma grottesca del volto delle montanine (altro nome con il quale i fiorentini indicavano le goffe fieruculone). In seguito le forme si ampliarono: mezzelune, fette di cocomero o fanali, tutto realizzato dai giovani su telaio di stecche di canna e fil di ferro. Il fai da te ha, gradualmente, lasciato al posto al mercato delle rificolone cinesi usa e getta che raffigurano aerei, missili o personaggi dei fumetti e della cultura pop.

In conclusione

Una festività pittoresca e molto folcloristica alla quale consigliamo di fermarsi a tutti coloro che in questi giorni sono a Firenze.