Anche Firenze ha la sua Madonna Louise Veronica Ciccone (meglio conosciuta semplicemente come Madonna). Si chiama Francesca Marazzi, ma il pubblico fiorentino la conosce con il nome d’arte di Uragano Patty.

Madonna Uragano Patty

La musica è una costante nella sua vita. Già da bambina “con i 45 giri di Gianni Morandi del mio babbo” e nelle orchestre, continuando poi con il pianobar. Il suo percorso artistico ha avuto una svolta decisiva, da poco più di un anno, in seguito al suo incontro con Alessandro Masti che l’ha fatta conoscere, portandola in tour con il Masti show. Oltre ad esibirsi come solista, Uragano Patty fa rivivere sul palco le luci, i colori e l’energia degli anni ’80 anche con gli Uonnadens, gruppo musicale (che oscilla dal rock al dance/pop) nel quale è entrata da un anno come voce femminile.

Cominciano con un piccolo gioco. Dimmi con un tweet cosa sono stati per te gli anni ’80 e cosa ti hanno lasciato

Gli anni ’80 sono la mia adolescenza. Per me sono: musica, energia, colori ed entusiasmo. Spero di riuscire a trasmettere tutto questo al pubblico.

Da dove viene il nome d’arte Uragano Patty?

A causa di questo nome d’arte, tutti pensano che io mi chiami Patrizia, in realtà mi chiamo Francesca. Patty non l’ho scelto io come soprannome. Me lo hanno dato i miei amici durante l’adolescenza, negli anni ’80 appunto. Patty deriva da patatina soprannome dovuto un po’ al fatto che già allora ero un’amante delle patatine fritte ma anche per via del mio carattere così frizzante, nascosto sotto una corporatura così minuta. Uragano è invece dovuto all’energia che ho sempre messo nel cantare e nel fare musica.

Cosa ti colpisce di Madonna? E cosa fa di lei per te un faro e un’ispirazione per le tue performance?

In realtà a me Madonna ha cominciato a piacere solo ultimamente. Tuttavia sono sempre stata innamoratissima di True Blue, il suo primo album. Della Madonna degli anni ’80, con gli stivaletti, le gonne in tulle e i capelli cotonati. Provando a cantare le sue canzoni, ho avuto la sensazione che si ha quando ti provi un vestito e ti accorgi che ti sta veramente bene. La settimana scorsa ho avuto modo di conoscere i sosia d’Italia, tra cui Miranda Giuffrè, sosia di Liz Taylor che mi ha chiesto di diventare davvero la sosia di Madonna per quanto riguarda gli oscar qui in Italia. Un vestito che mi cade bene addosso e con il quale mi trovo bene.

Oltre che solista sei anche la voce femminile degli Uonnadens. Che progetti hai con la band e come ha inciso sul tuo percorso artistico?

Entrare nella band mi ha dato grande entusiasmo. Sono veramente fortunata ad avere dei musicisti così bravi intorno. E’ bello poter suonare interamente in live senza basi, come magari possono fare altre band che propongono cover. Questo mi entusiasma e mi stimola molto. Tra i nostri progetti, innanzitutto vi è il concerto di domani alla notte bianca di Incisa e poi comunque vi è l’intenzione di fare sempre meglio e di farci conoscere sempre di più. Noi ci divertiamo molto quando suoniamo durante i concerti e mi fa piacere vedere che anche il nostro pubblico si diverte. La serata non la facciamo solo noi, ma la fa anche il pubblico. Inoltre sono contenta della sinergia che c’è tra me e il resto del gruppo.

Con un gioco abbiamo cominciato e con un gioco terminiamo: se dovessi dare al tuo futuro il titolo di una canzone che titolo sceglieresti?

Più che una canzone, io ho una frase di una canzone che ha sempre ispirato la mia vita e spero ispiri il mio futuro: “la vita è un brivido che vola via”. La vita vola rapidamente, per questo bisogna cogliere tutti i brividi che ci trasmette in ogni momento. Se devo, invece, scegliere il titolo di una canzone, beh scelgo Fame, una canzone bellissima che fa parte dei mitici anni ’80, spero possa entrare a far parte del nostro repertorio e che possa essere un augurio per Uragano Patty e per la band.