Storia del primo Aeroporto di Firenze

La questione Aeroporto è uno dei principali temi nelle battaglie quotidiane dell’arena politica fiorentina. Al centro degli accesi dibattiti c’è l’ampliamento della pista di Peretola, che vede su opposti schieramenti i primi cittadini di Firenze e Sesto (qui altre info).

Quello di Peretola è stato davvero il primo Aeroporto della città?

Oggi raccontiamo la storia del primo Aeroporto di Firenze, il campo di volo di Firenze-Campo di Marte.

La sua costruzione risale ai primi del Novecento e copriva l’area in cui oggi sorgono lo stadio Artemio Franchi ed il Nelson Mandela Forum. Concepita come un’infrastruttura ad uso perlopiù militare, era sede della 105° Squadriglia, reparto dell’aviazione dell’Esercito italiano che partecipò alla Prima Guerra Mondiale dal 1916 al 1918 e alla controversa Campagna di Etiopia del 1936. Come suggerisce lo stesso nome (Marte era il dio della Guerra per gli antichi Romani), la zona dell’attuale Quartiere 2 era utilizzata fin dai primi dell’800 per esercitazioni militari e per l’addestramento delle truppe del Granducato di Toscana e, successivamente, dell’esercito del Regno d’Italia.

Al termine del primo conflitto mondiale, ospitò l’Aeroclub di Firenze che intratteneva gli spettatori con spettacoli e gare d’aviazione.

Intanto, l’attività della pista stava volgendo al termine: il 18 Maggio 1930, quando i lavori per la pista di Peretola erano ormai quasi al  termine, si tenne l’ultima manifestazione, alla presenza di Benito Mussolini e di Italo Balbo, ministro dell’Aviazione del governo fascista.

La pista venne chiusa quello stesso anno: la crescita urbana nell’area circostante rendeva pericoloso e perciò inattuabile lo sviluppo di uno scalo Aeroportuale in quella zona. Si avviò dunque la costruzione dello Stadio “Giovanni Berta” (intitolato ad Artemio Franchi nel 1993) e del Palasport Nelson Mandela, cuori pulsanti della vita sportiva e musicale fiorentina.