Per tutta la sua lunga esistenza, Firenze è stata testimone e protagonista di eventi storici di grande portata: le sanguinose guerre con le città circostanti, le devastanti epidemie – come la “Morte Nera” del 1348-, lo straordinario sviluppo mercantile e bancario, il passaggio da Comune a Signoria, e così via.

Niente di tutto ciò, però, fu in grado di cambiare l’aspetto e l’architettura della città quanto le opere di Risanamento cittadino intraprese dopo che Firenze divenne Capitale d’Italia nel 1865. Si voleva trasformare una città dalle forme ancora medievali in una metropoli moderna: in questo e nei prossimi articoli racconterò la storia di questo processo che ci ha lasciato gran parte della Firenze che viviamo.

La nascita del Mercato Centrale

La prima tappa del nostro viaggio è il Mercato Centrale. A noi, che siamo ormai abituati a perderci negli sterminati centri commerciali, l’edificio in ferro, ghisa e vetro (che vediamo qui sotto in una delle prime fotografie) non sembra una struttura molto imponente; ma lo risultò senz’altro per i fiorentini dell’Ottocento.

Gli importanti interventi urbanistici previsti nella zona dell’attuale Piazza della Repubblica (ne parleremo nelle prossime puntate) includevano lo sventramento del mercato vecchio: l’amministrazione doveva trovare, quindi, individuare uno spazio per l’attività mercantile cittadina- il discorso suona familiare nella cronaca cittadina degli ultimi anni se si pensa alla vicenda Mercafir.

Tre nuovi mercati

Il progetto era di costruire tre nuovi mercati, e i motivi erano principalmente due: sostituire il Mercato Vecchio, che doveva lasciare spazio alla nuova Piazza Vittorio Emanuele II, oggi Piazza della Repubblica (Leggi anche: SAPETE QUALE ERA IL PRIMO NOME DI PIAZZA DELLA REPUBBLICA A FIRENZE ?) ; e risanare quelle aree, dette “Camaldoli”, che vivevano in un profondo degrado. Il più grande di questi, il Mercato Centrale, doveva sorgere presso i Camaldoli di San Lorenzo. Il Mercato delle Erbe si doveva trovare invece nel quartiere di Sant’Ambrogio. Il terzo, infine, doveva essere costruito nei Camaldoli di San Frediano, ma non venne mai realizzato.

La costruzione

Molte abitazioni in via dell’Ariento, via Guelfa, via Panicale e via Sant’Antonino vennero abbattute per formare la piazza che avrebbe ospitato il mercato coperto. I lavori per la costruzione di questo edificio centrale vennero affidati a Giuseppe Mengoni, l’architetto che progettò anche la Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. I lavori iniziarono nel 1870 e terminarono nel 1874, anche se il l’attività mercantile cominciò solo due anni dopo. I fiorentini, solitamente scettici, sembravano però apprezzare la nuova opera, tanto che la stampa riportava

“Il Mercato Centrale di Firenze non avrà per le sue comodità e per la sua magnificenza, l’uguale in altra parte d’Italia”.

Il Mercato Centrale oggi

Il successo della grande distribuzione e il progressivo abbandono del centro da parte di molti fiorentini ha determinato una forte crisi delle attività tradizionali del Mercato (soprattutto il reparto ortofrutticolo). Certo, il Mercato Centrale ha saputo bene adattarsi all’esigenze del turista ed alle nuove sfide. Ma oggi, ai nostri occhi, l’edificio sembra lì a ricordarci una Firenze che non c’è più, quella di un centro storico vissuto realmente a pieno dai suoi cittadini.