Eccoci alla seconda puntata del racconto della Firenze che cambia volto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo scorso (Leggi anche Il Mercato Centrale: storia della Firenze che cambia volto) Uno dei simboli più importanti di questo straordinario processo di rinnovamento cittadino è senza dubbio Piazza della Repubblica. Nei pressi di questa sorgeva originariamente il cosiddetto Mercato Vecchio, uno dei più antichi quartieri della città- Telemaco Signorini ce ne offrì vari scorci in alcuni dei suoi dipinti.

Agli inizi del Novecento il Mercato Vecchio non esisteva più: al posto delle semplici bancarelle, degli stretti vicoli e dei fatiscenti edifici erano nate le eleganti e raffinate- ma forse un po’ artificiose- costruzioni che ancora oggi caratterizzano Piazza della Repubblica.
Ed è proprio nella più moderna tra le piazze di Firenze che vide la luce un Caffè destinato a fare la storia della città, le “Giubbe Rosse”.

Da birreria a circolo intellettuale

Il locale fu fondato nel 1896 dai fratelli Reininghaus, produttori di birra tedeschi. Nel 1910, i nuovi proprietari lo ristrutturarono in stile liberty e fecero indossare ai camerieri delle giacche rosse, da cui il nome di “Giubbe Rosse”. Ed è in questa nuova veste che il Caffè sarà protagonista di una florida stagione intellettuale, che ne fece uno dei più rilevanti centri letterari e culturali italiani: Marinetti, Montale, Gadda, Pratolini e Vittorini sono solo alcuni tra i molti letterati che frequentarono attivamente le “Giubbe Rosse”.

Queste non erano un semplice luogo di passaggio, ma un fondamentale punto di ritrovo per gli intellettuali del tempo, che sorseggiando del buon caffè, discutevano dei più pressanti temi politici e letterari all’ordine del giorno: celebre è, ad esempio, un’animata discussione tra interventisti e neutralisti alla vigilia dell’intervento dell’Italia nel primo conflitto mondiale. Varie riviste di primo piano nel panorama letterario italiano venivano concepite, discusse, pubblicate.

Anche se all’interno del locale non mancano preziose testimonianze del suo antico splendore, le “Giubbe Rosse” hanno smarrito ormai da tempo la loro centralità nella vita culturale italiana e cittadina. Molte cose sono cambiate, non c’è dubbio: di letteratura e politica non si discute forse più nei caffè letterari- dove, francamente, ciò che di meglio si può trovare è un gustoso aperitivo. Ma le “Giubbe Rosse” restano, se non altro, un vero e proprio simbolo di un periodo storico di straordinaria vitalità artistica e intellettuale.