INTERVISTA A FRANCESCO E GIACOMO GRIFONI

Francesco e Giacomo Grifoni, vincitori de l’edizione Booktrailer Premium 2018 Cinema e libri on the road grazie al romanzo “I Signori del Silenzio”. Com’è nata l’idea del romanzo di Giacomo e del booktrailer di Francesco?

G. Siamo felici di questo primo premio ed è il frutto di una collaborazione già avviata l’anno scorso con La casa dalle nuvole dentro, il mio primo romanzo di cui Francesco ha curato il booktrailer. Alla base di tutto c’è l’esperienza sul campo (Giacomo Grifoni è psicologo psicoterapeuta e da anni si occupa di problematiche connesse alla violenza e al maltrattamento) e la convinzione che la letteratura debba contribuire a riempire i vuoti culturali entro cui siamo tutti immersi, avvalendosi del canale mediatico per potenziare i messaggi che un romanzo può trasmettere. Rispetto a certi argomenti, come appunto la violenza e il malessere che attanaglia la nostra società, dobbiamo abbattere gli stereotipi e mandare messaggi corretti. Credo che la scrittura di una buona storia possa non solo attrarre il lettore ma aiutare uomini e donne a pensare, oltrepassando alcune strettoie e cliché che spesso sono trasmessi dai media. Il primo romanzo narrava la storia di Andrea, un uomo violento e del suo percorso di cambiamento e in un certo senso I Signori del Silenzio ne è una sorta di amplificazione corale. Lo zoom sulle vicende di Andrea diventa grandangolo nella trama del secondo, che parla dei comportamenti misteriosi di Martino, un adolescente solitario che appena può scappa in un campo per dar corpo a un misterioso piano. Seguiremo il tentativo dei genitori di capirci qualcosa, ma non solo. Parleremo anche della storia trigenerazionale della famiglia del protagonista, di cosa annota Ludovico nel suo taccuino e come mai la zia di Martino si appassiona di musica rap. Forse alla fine riusciremo a capirci qualcosa di più e a collegare tutte queste storie tra loro …

F. Il booktrailer è nato ovviamente dopo una lucida analisi del libro, con attenta supervisione di Giacomo: tema centrale è stata la trasposizione filmica di una trama corale in cui Martino, il protagonista, attua una sorta di ricordo distopico della realtà. Frammenti di ricordi che porteranno alla luce i personaggi del romanzo, attraverso uno sviluppo su più piani dove il mondo del reale si interseca col sogno. L’intenzione è stata quella di lavorare su più livelli intrecciati, piccoli mondi che da frammentati troveranno una chiusa. Abbiamo locations buie, dall’atmosfera intrigante, ma anche ambienti aperti in cui la luce, da contraltare, ha l’obbiettivo di creare un gioco di sdoppiamento e di specchio.

Qual è stata, secondo il Vostro punto di vista, la chiave del successo del romanzo di Giacomo ?

G. Il romanzo deve ancora uscire e non so se sarà letto e apprezzato. Sicuramente, per quanto mi riguarda il successo di un romanzo sta già nel fatto di averlo scritto e completato. Scrivere narrativa è una fatica enorme, devi calibrare ogni passaggio per rendere credibile e realistica una tua pura fantasia. È un viaggio bellissimo alla conoscenza di sé ma anche di pezzi di mondo che ti devi mettere a studiare perché capitano” nella storia dei tuoi protagonisti, e tu non puoi fare a meno di accompagnarli là dove loro vogliono arrivare. Se la scrittura di un saggio è un tentativo di mettere ordine all’interno di una conoscenza che hai acquisito sul campo, un romanzo ti porta ad esplorare cose che non sai, nuovi aspetti del problema. Ti porta a pensare meglio.

F. Il romanzo è di imminente uscita, ma ci auguriamo che susciti lo stesso interesse che la storia de La casa dalle nuvole dentro ha suscitato. Se il primo romanzo narrava il percorso interiore ed esteriore di un solo personaggio, questa volta il mood affrontato è corale e con ancora più sfaccettature. Un invito perfetto per una sceneggiatura. Sicuramente elemento di grande gioia per entrambi è stato il riconoscimento avuto da Cinema e libri on the road. Quando un lavoro, indipendente come nel nostro caso, è apprezzato è sempre un elemento di piacere e soddisfazione. Speriamo possa essere un supporto concreto per promuovere questa storia. Credo sia stata la mescolanza di questi elementi a suscitare interesse, sia dal punto di vista visivo che narrativo. Il nostro booktrailer è il risultato di una collaborazione di squadra tra giovani che lavorano nelle arti creative, per il piacere di sperimentare e mettersi in gioco. L’imprinting che questo mezzo di comunicazione offre, nella sua sintesi, è per me un elemento di sperimentazione fantastico, come lo è il cortometraggio. Nato in America alla fine degli anni novanta per supportare l’editoria, il booktrailer è una possibilità, un’occasione, soprattutto quando sono i giovani a lavorarci. Modalità di comunicazione a servizio dell’arte visiva, molte volte realizzate con produzioni indipendenti, ma che permettono a chi fa cinema di sperimentare e lavorare con passione ma soprattutto con voglia di mettersi in gioco. Il booktrailer de I Signori del Silenzio è stata una esperienza a tappe, resa possibile grazie all’ impegno e la collaborazione di tutti coloro che hanno preso parte al progetto, sostenendoci anche nel trovare le locations. Colleghi attori, tra cui cito Mirko Batoni, Alessandra Niccolini, Gabriella del Bianco, ma anche amici e compagni di viaggio, come Francesco Mattonai, scrittore, la makeupartist Caterina Pelosi e Daniel Bordovský (Borrtex), un musicista di Praga di enorme talento che ci ha supportato in questa avventura, donandoci un brano bellissimo per il progetto. Un grazie speciale va all’editore Giuseppe Bellone di Lilìt Book, la casa editrice del romanzo, persona stupenda e sensibile che ha creduto nel nostro progetto quando ancora era in gestazione, supportandoci con affetto e competenza. E al nostro grande amico e supervisor informale Lando Viti. Senza i suoi consigli e il suo supporto, tanto riguardo alla stesura del romanzo che riguardo al booktrailer, non avremmo ottenuto prodotti che pensiamo siano di qualità.

Credo che tutti questi elementi creino quella simbiosi necessaria per promuovere l’arte in maniera artigianale ed è così che letteratura e cinema possono comunicare lo stesso messaggio, ma con linguaggi diversi.

“I Signori del Silenzio” un titolo che fa riflettere: è più importante un “silenzio rumoroso” o un “silenzio silenzioso”?

G. Ci sono tanti tipi di silenzi. Silenzi positivi e costruttivi e silenzi distruttivi e paralizzanti. Il silenzio può essere utilizzato come canale che comunica rispetto o può rappresentare una modalità comunicativa violenta. Nel romanzo credo che ci occupiamo più della seconda. Il silenzio delle generazioni, dei miti familiari che tengono in scacco, sotto segreto. Il silenzio sui fatti di cui parlare può essere scomodo, doloroso o rumoroso, come dici tu, fino a quando qualcosa o qualcuno non decide appunto che è arrivato il momento di interrompere l’incantesimo.

F. Il silenzio può di per sé rappresentare insieme pienezza e vuoto. Dipende da noi. Nel teatro, nel cinema, ma soprattutto nella vita, le pause, i silenzi, quegli attimi di sospensione, sono istanti in cui la tregua racchiude un universo.

Alla fine dipende da noi ripeto, dalle circostanze e dagli eventi scegliere come attuarlo o come subirlo: col piacere, l’indifferenza, l’attesa, il distacco o semplicemente il riflettere.

E tutto questo, si, può far rumore.

Siete già pronti per una nuova avventura professionale? 

G. Sicuramente sì, anche se esiste il silenzio della creatività. C’è bisogno di una pausa tra un prodotto e l’altro. Ogni espressione artistica è fatta di vuoti e di pieni, altrimenti entriamo nel rischio di riempire l’altro di rumore e non di parole.

F. Collaboreremo ancora insieme. A livello personale queste collaborazioni ci hanno arricchito molto e continueranno a darci tanto: non a caso si dice che l’arte sia terapeutica …

Giacomo Grifoni vive a Firenze, ha quarantacinque anni ed è psicologo  psicoterapeuta. Nel 2009 ha fondato insieme ad altri colleghi il Centro Ascolto Uomini Maltrattanti, il  primo centro in Italia che si occupa  di uomini che agiscono violenza  nelle relazioni affettive attraverso specifici percorsi di trattamento.  Ha pubblicato nel 2016 con Franco  Angeli il testo “L’uomo maltrattante. Dall’accoglienza all’intervento con l’autore di violenza domestica” e scritto diversi saggi sul tema. Nel 2017 ha pubblicato con Amico  Libro il suo primo romanzo  “La casa dalle nuvole dentro”.

Francesco Grifoni e’ un attore formatosi al Centro sperimentale di Cinematografia di Roma. Ha preso parte a varie fiction per Rai e Mediaset tra cui Il Sorteggio, Preferisco il paradiso di Giacomo Campiotti, Ris, I Cesaroni.Attualmente in scena con gli spettacoli The medici congiura 2.0., Il taglio del bosco, Frankenstein per la regia di Giovanni Guidelli. Oltre la recitazione si dedica al videomaking, Il booktrailer de La casa dalle nuvole dentro e’ stato finalista al Trailersfilm fest di Milano 2017.