Foster, spreco di soldi o snodo nevralgico per Firenze? Nardella chiama in causa Toninelli. Nuovo scontro sulle infrastrutture?

Dalla formazione del nuovo governo alcune infrastrutture sono tornate al centro del dibattito. Una situazione magmatica e in continua evoluzione. Sul TAP per esempio si è registrato un improvviso voltafaccia del Movimento, seguito da furiose proteste della base, sulla TAV invece il consiglio comunale di Torino ha espresso parere contrario suscitando le ire dell’imprenditoria locale già contrariata per il diniego alle Olimpiadi.

La Repubblica sintetizza tutte prese di posizione contro le infrastrutture in un articolo “Il movimento del no: tutte le opere bloccate dai Cinquestelle”. Firenze ne ha ben due di questioni aperte nell’elenco: l’ampliamento dell’aeroporto e la Foster.

Sull’aeroporto anche grazie al successo della manifestazione organizzata dal gruppo W la nuova pista di Peretola, un sondaggio realizzato da Mannheimer e promosso dal Consigliere Mario Razzanelli ha chiarito che il 65% dei fiorentini è a favore. Il completamento della stazione Foster invece resta in dubbio.

A margine di una manifestazione a favore della Foster, il sindaco Dario Nardella ha rivolto parole dure all’indirizzo del governo e in particolare al Ministro Toninelli, traballante in questi giorni. “Uno snodo nevralgico anche per alleggerire il centro da treni, bus e pullman regionali. Le fondamenta ci sono, gli investimenti attivati. Ora il cantiere della Foster deve ripartire, Ferrovie c’è, sta solo al Governo sbloccare la situazione. Firenze non può più aspettare”.

E poi: “Il governo deve risolvere questa situazione. Caro ministro Toninelli, vieni qui, vieni a vedere il paese reale: ti invitiamo a vedere in che condizioni siamo, a toccare con mano quanto questa situazione abbia raggiunto un livello non più accettabile. Valuteremo qualsiasi strada per difendere Firenze, anche la strada legale”.

A stretto giro arriva una nota dell’Ordine degli Architetti.

“La stazione Foster è uno dei cantieri più attesi della città e dobbiamo evitare il rischio che rimanga un’altra opera incompiuta. Oltre che soluzione per il traffico ferroviario nazionale e regionale e del traffico su gomma, la scommessa è quella di trasformarla in un’opportunità di crescita per una parte del tessuto urbano di Firenze, trovando un giusto collegamento con il quartiere, con il polo fieristico della Fortezza e con la stazione di Santa Maria Novella”. 

“Indietro non si può più tornare: la stazione è stata programmata da anni” continua “anche in funzione della sua realizzazione è stato scelto il tracciato della linea 2 della tramvia, e a questo punto una riflessione sul futuro di questo polo scambiatore non può più essere rimandata, affrontando tutte le tematiche di relazione urbanistica che la realizzazione di una stazione comporta”.

Il dibattito è solo all’inizio, la contesa politica pure. Tra pochi mesi si voterà, lo scontro si sta già radicalizzando ma sulle infrastrutture si dovrebbe mantenere un approccio pragmatico al di là delle maggioranze politiche. Stante il problema irrisolto della mobilità, se la Foster non fosse ritenuta più valida si potrebbero per esempio vagliare delle alternative. Una di queste potrebbe essere il potenziamento della stazione di Campo di Marte che per altro ha il vantaggio di essere bi-direzionale?