Galluzzo, lungo l’Ema sorge un’abitazione che per un uomo avrebbe rappresentato il coronamento di una vita e invece…

Nei giorni scorsi su Spazi sociali si è approfondito il caso dei presunti abusi edilizi nel frazionamento di Palazzo Tornabuoni. Anche oggi si tratterà di abusi edilizi o presunti tali. Ad essere accusata di averli commessi non è però un’azienda, un gruppo imprenditoriale. Un uomo è il colpevole.

Lorenzo Scacciati, fotografo e pittore, confessa sul gruppo Facebook del Galluzzo una storia che ha dell’incredibile. Entro poco dovrà lasciare la sua casa, la casa per la quale ha sacrificato tutto. A scriverlo è un uomo esausto. Un uomo che si sente sconfitto. Che ripensa a quell’acquisto maledetto: una casa che poteva essere la realizzazione dei sogni di una vita, una vecchiaia tranquilla, ma è stata invece la sua rovina.

“Ieri (17 ottobre ndr) mi è arrivato un’ordine di demolizione entro 60 giorni, se non lo fo’ mi sequestrano tutto e lo faranno loro con una spesa di 70.000 più 20.000 euro di multa” si sfoga ricevendo la solidarietà di amici virtuali e non solo.

“Io per salvare questa casa mi sono finito tutto. Ho fatto un mutuo per pagare avvocati e processi, ora sono rimasto senza una lira, senza famiglia per le conseguenze mia moglie si è ammalata di nervi, e anche li c’è in corso la separazione con avvocati, con mio figlio sono quasi due anni che non ci vediamo nemmeno, loro non hanno mai creduto a quella casa, io invece si e ne ho fatto una reggia, non credevo trovarmi davanti una cosa così, anzi credevo di essere premiato per quello che ho fatto, anche per il bene di tutti.

“Prima era una cosa scandalosa” sbotta infine “piena di eternit e tutto il palazzo scaricava i bagni nell’Ema.

Galluzzo - Casa Scacciati

La casa al Galluzzo prima dell’intervento – foto dal profilo di Lorenzo Scacciati

“Ora dovrò svendere tutto nelle condizioni che ritornerà dovrò farlo, per poter prendere un avvocato e richiedere i danni al Comune di Firenze che se ne parlerà frà 30 anni, si perché loro nel 1985 passarono il condono e la sanatoria, poi è stato tolto tutto perché si doveva stare a 10 metri dal fiume. (…) Ho 68 anni, ho lavorato una vita, mi ritrovo senza lavoro e senza casa”.

Una vicenda intricata quella dell’immobile. Un intervento che forse non si doveva fare ma che ha migliorato l’aspetto della struttura? Del resto però la legge è la legge e la legge non ammette eccezioni. Mai?

Lo stesso proprietario ammette di aver più e più volte tentato di avere una risposta dall’amministrazione che se vorrà potrà rispondere su queste righe. Nel frattempo la comunità del Galluzzo si sta stringendo intorno al suo Lorenzo.