È stato presentato in sala Gonfalone il programma per il bicentenario della presenza diplomatica americana nel capoluogo. Il console generale Wohlauer: “Vogliamo non solo ricordare il passato, ma anche progettare il futuro”. Il presidente Giani: “La Toscana ha contribuito molto alla nascita di questo paese”

“Non esiste un amico a voi più vicino degli Stati Uniti e così è per noi”, ha sottolineato il console generale degli Stati Uniti a Firenze Benjamin V. Wohlauer, presentando il programma degli eventi per il bicentenario della presenza diplomatica a Firenze, stamani lunedì 4 febbraio nella sala del Gonfalone nel palazzo del Pegaso. “Non esiste una storia diplomatica senza i legami personali. Per questo abbiamo scelto Together Two Hundred (Duecento insieme) come motto”.

Un calendario che copre l’intero anno con iniziative di vario tipo su tutto il territorio toscano, a partire da domani in palazzo Vecchio con Student Welcome Day, per ricordare gli scambi accademici, con molti studenti americani, che poi sono tornati a vivere qui. Fra due settimane, il 15 febbraio in Consiglio regionale, una conferenza sui rapporti economici tra i due paesi, con la storia degli investimenti economici di italiani negli Stati Uniti e viceversa, ma anche sul modo di rafforzare questi investimenti. Ci sarà anche un evento il 22 febbraio sulla storia afroamericana, per ricordare gli abolizionisti e attivisti contro la schiavitù che furono accolti a Firenze nell’Ottocento. “Vogliamo non solo ricordare il passato – ha affermato il console generale – ma progettare insieme il futuro”.
“Duecento anni fa si costituì a Firenze quella che oggi chiameremmo ambasciata, ma il granducato di Toscana aveva relazioni diplomatiche da tempo con una sede provvisoria a Livorno – ha ricordato il presidente dell’Assemblea regionale, Eugenio Giani – La Toscana ha contribuito molto alla nascita di questo paese. Filippo Mazzei era amico di Thomas Jefferson. Si deve a lui l’inserimento del diritto alla felicità nella Costituzione degli Stati Uniti. Non solo. Nell’espansione nel Far West ci sono molti toscani. Il vicesindaco di San Francisco che oggi stringe la mano al presidente Enrico Rossi ha antenati di Lucca”.

“È una grande storia d’amore, una fascinazione reciproca tra i due paesi, che viene valorizzata con eventi di grande interesse – ha affermato l’assessore alle relazioni internazionali del Comune di Firenze Giovanni Bettarini – Ricorderemo figure come Amerigo Vespucci, ma anche Nano Campeggi. È anche una grande storia di relazioni economiche, che hanno contribuito a rilanciare la creatività fiorentina, come il Nuovo Pignone”.

“Il nostro museo fin dalla sua nascita ha avuto numerosi visitatori americani, che oggi superano i cinesi. Per un certo periodo superavano addirittura gli italiani – ha rilevato il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt – La quasi totalità dei pittori e degli scultori americani dal Settecento fino all’impressionismo ha vissuto abitualmente a Firenze e in Toscana”.

Palazzo Rosselli Del Turco, l’edificio consolare quando Firenze era capitale, ospiterà una esibizione di artisti statunitensi e un seminario sulla storia dell’arte americana a Firenze.

“Quest’anno ricordiamo anche i centosessanta anni della nascita del mio giornale, La Nazione – ha ricordato il direttore Francesco Carrassi – Quando Firenze divenne capitale noi c’eravamo. Ci sentiamo in qualche modo coinvolti da questo anniversario”. “Sono solo quindici anni che The Florentine è nato – ha affermato la caporedattrice Helen Farrell – Sento ogni giorno l’amore e l’affetto che testimoniano i cittadini americani per la Toscana e per Firenze. Gli studenti americani, ad esempio, hanno aiutato nella pulizia delle Cascine. Non vediamo l’ora di pubblicare le storie del passato e quelle del presente”.