Sono appena passate le 19.30 di martedì 12 febbraio.

La rissa, cominciata in piazza Ghiberti, termina in piazza dei Ciompi, sotto la Loggia del Pesce, a due passi dal commissariato di San Giovanni. Quattro uomini per una breve manciata di minuti, che sembrano interminabili agli occhi di chi assiste, pestano ferocemente un uomo magrebino. Bastoni, calci in testa, salti a piedi uniti sulla schiena della persona stesa a terra, inerme. Un paio di donne, con coraggio, tentano di fermare il massacro ma vengono a loro volta aggredite, pur senza, fortunatamente, essere ferite né contuse.

Spunta una pistola, una scacciacani, che la vittima aveva impugnato e che gli era stata strappata dalle mani e utilizzata a sua volta per colpire il suo proprietario.

Sette volanti delle Forze dell’Ordine intervengono sul posto, una macchina di pattuglia della Guardia di Finanza arresta uno degli aggressori. Sono ancora in corso le indagini, si cerca di scoprire l’identità dei restanti 3 violenti e il motivo dell’aggressione. La vittima è stata soccorsa da un’ambulanza ma non è in pericolo di vita.

Scoppia la polemica. Esponenti di centrodestra, per la maggior parte di Fratelli d’Italia, puntano il dito contro la giunta Nardella, colpevole, a loro dire, di non aver posto attenzione alla sicurezza dei fiorentini.

Come molte volte è stato ribadito, la percezione di insicurezza non rispecchia la realtà dei fatti, ma è anche vero che episodi come questi sono intollerabili per una città come la nostra. Una rissa come questa è un vulnus, come lo sono le scene di spaccio davanti a tutti, adulti e bambini, alle Cascine, nei giardini della Fortezza da Basso o in alcune strade del centro storico.

È un’emergenza? Probabilmente no, ma è anche vero che i fiorentini non vogliono più assistere né tanto meno tollerare simili fatti, indecenti e spregevoli per Firenze. Il sindaco Nardella deve comprendere che anche dalla sicurezza passa la sua rielezione e se a maggio non vuole vedere la fascia tricolore indosso alla candidata o al candidato del centrodestra (ancora da scoprire, chissà quando), deve intervenire.

Ora, con forza e decisione. Rimandare potrebbe essergli fatale.