Il candidato sindaco di centrodestra ancora tarda ad arrivare. Per quanto il nome di Bocci sia consolidato, i tre partiti di opposizione non hanno ancora sciolto le riserve e i loro elettori stanno cominciando, a ragion veduta, a spazientirsi: mancano, infatti, circa una sessantina di giorni dal giorno del voto.

La scorsa settimana in questa rubrica ospitavamo un’intervista al consigliere comunale di Fratelli d’Italia Francesco Torselli. Durante la chiacchierata, che non riguardava strettamente la politica bensì il suo libro, avevamo, in conclusione, provato a capire se il rebus del candidato sindaco di centrodestra potesse trovare finalmente una soluzione.

Ovviamente Torselli non poteva dirci grandi particolari, sono trattative che hanno bisogno di riservatezza e in più si stanno svolgendo a livello nazionale con i tre leader di centrodestra coinvolti in prima persona. Sembrava, però, che l’investitura di Bocci potesse arrivare entro lo scorso fine settimana. Questa cosa, come è ben evidente a tutti, non è accaduta.

Le cause di questa procrastinazione si inseguono per tutta Firenze: c’è chi parla di uno scontro nella Lega, c’è chi narra di una furiosa trattativa tra i tre partiti per spartirsi i candidati sindaco di Firenze, Prato e Livorno, c’è chi vede una Forza Italia in estrema difficoltà e che pone come requisito necessario per concludere l’accordo l’assenza di una lista civica “Bocci”. La verità probabilmente sta nel mezzo, probabilmente c’entrano tutte le cause, oppure nessuna di queste. Chissà…

Come ha ricordato Christian Campigli su ilsitodifirenze.it, qualche anno fa, se il centrodestra perdeva, la colpa veniva scaricata su Denis Verdini, che veniva accusato di essersi macchiato di ogni nefandezza pur di frenare il tentativo di strappare la città al centrosinistra. Con Verdini, però, il centrodestra presentava il candidato sindaco e, sempre con lui, questa parte politica è riuscita nel 2009 a compiere un grandissimo risultato costringendo al ballottaggio, con l’ex portiere Galli, un rampante e giovane Matteo Renzi. Oggi, invece, il centrodestra, facilitato dalle vicende nazionali ma senza Verdini, non riesce nemmeno a trovare una quadra sul candidato da schierare.

Gli elettori di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia a Firenze cominciano a scalpitare e a far sentire la loro voce. Vogliono poter conoscere finalmente la loro guida, vogliono poter cominciare la campagna elettorale. L’ansia e l’agitazione si cominciano a far sentire, l’essere “alla porta coi sassi” crea sgomento e, di certo, non aiuta vedere Nardella aprire la sede elettorale e stringere accordi con nuove liste civiche, come quella di “Avanti Firenze”.

Si dice che “la pazienza è la virtù dei forti” ma, di sicuro, non è saggio abusarne e per chiudere con un altro detto: partiti avvisati, mezzi salvati.