Lunedì è iniziata ufficialmente la campagna di Ubaldo Bocci candidato sindaco del Centrodestra

Fin dalle prime battute sono emerse alcune caratteristiche del manager di Azimut che possono tornargli utili

“Venghino!” Quell’esortativo rivolto ai suoi avversari, durante la presentazione, ha fatto drizzare il pelo a tanti. Lo ha fatto apposta o era casuale? In bocca ad un manager dell’alta finanza per di più. Eppure rispecchia bene il profilo del candidato. Un candidato che sì ma comunque di popolo perché proviene dal popolo.  Uno che può anche diventare sindaco ma che dimostra di voler restare comunque quel ragazzo di bottega che ha iniziato a lavorare a 19 anni.

Ubaldo Bocci Isolotto

Ubaldo Bocci all’Isolotto in piazza dei Tigli

Ubaldo Bocci all’Isolotto in piazza dei Tigli

In Ubaldo Bocci tutti possono leggere qualcosa che gli piace. Piace perché si è fatto da solo: un uomo del fare, un uomo che ha dovuto rimboccarsi le maniche fin da giovane, che ha costruito da sé quel che ha senza doverne rendere conto ad altri. Piace per il suo lungo impegno nel sociale, ruolo che lo ha portato anche a incontrare Renzi e a scattare la foto della discordia.

Piace alla Firenze borghese per il suo lavoro nell’alta finanza. Piace alla Destra sociale per una sua lontana vicinanza al MSI. Ne accenna con pudore al suo sito: “La politica la incontro per la prima volta a scuola, purtroppo nella sua veste peggiore, quella della sopraffazione. Vedo un ragazzo assalito da una ventina di coetanei. Per istinto mi schiero al suo fianco, e quando poi gli chiedo le ragioni dell’aggressione, mi disse: “A Firenze non si può essere di destra”.

Completo. Coglie tutte le sfumature di un popolo quello del Centrodestra, seppur maggioritario, è solcato da profonde differenze al suo interno, potenzialmente laceranti. Si va dalla Destra liberale che chiede meno stato e più individuo alla Destra post-fascista che chiede l’esatto contrario, passando per quella cattolica senza dimenticare le nuove articolazioni di una Destra sovranista oggi predominante, ma non egemone. A Bocci l’arduo compito.