Attrice, pianista e compositrice. “Igniorante” (con la I) è il primo prodotto musicale scritto e realizzato dalla stessa Erica Banchi. Un bel progetto da portare in viaggio per tutto il mondo, ma non solo: anche nella nostra Firenze

INTERVISTA AD ERICA BANCHI

Erica Banchi, oltre ad una carriera da attrice, anche quella di musicista: ovvero una pianista. Come nasce il tuo amore per la musica?

La mia passione per la musica arriva quando a 6 anni per caso premendo il tasto d’accensione dello stereo che avevo a casa, sento partire le note del Confutatis Maledictis dal Requiem di Mozart. Ho descritto questa sensazione nel mio sito. Un anno dopo i miei genitori decidono di iscrivermi a scuola di musica e da quel momento non ho più abbandonato lo strumento. Per quanto riguarda la Composizione ricordo che fin da piccola quando finivo di suonare qualsiasi brano, lo terminavo con una specie di mia “cadenzina” finale. Mi ritrovavo spesso a improvvisare. Mi sento da sempre più creatrice che interprete. Il pianoforte è il mio strumento ma ciò che la composizione mi sta dando è la conoscenza di tutti gli strumenti, specialmente dello strumento orchestra e la cosa che amo di più è riuscire a scrivere senza il bisogno del pianoforte ma avendo tutti i suoni in testa e la più grande soddisfazione è ritrovarmi in treno ad esempio, con il mio blocco degli appunti e scrivere musica come fossero parole. Mi fa sentire libera.

Come mai questo titolo “igniorante”  inserendo la vocale “i”?

“Igniorante” si chiama così (anche questo è spiegato nel mio sito) perché mi sono resa conto che più proseguo nel mio cammino su questa Terra, -cammino di conoscenza- e meno so. “Scio non scire” ovvero “So di non sapere”. I brani che ho composto per questo primo album nascono tutti quando ancora non avevo iniziato a studiare la composizione e spesso anche dall’ignoranza si può generare bellezza. Ovviamente solo il talento e l’”essere portati” non basta. Bisogna dedicarsi intensamente ad ogni percorso, specialmente a quelli artistici. Oramai con le nuove tecnologie ognuno pensa di poter diventare musicista solo perché ha appreso ad usare un programma musicale. Lo studio della musica non è qualcosa che si improvvisa. Oppure si pensa di poter diventare attori solo perché si ha un bel viso. Anche per il mio percorso di attrice ho studiato nella scuola più prestigiosa d’Italia il Centro Sperimentale di Cinematografia. Un attore deve avere una gran cultura, aver conosciuto, letto, viaggiato. Come si fa altrimenti ad essere portatore di vite altrui se con questo corpo e quest’anima non si ha fatto esperienza alcuna?4

All’interno del tuo sito web ufficiale www.ericabanchi.com ho ascoltato e “L’amore forse” è la mia preferita. Quando e come hai lavorato a questo progetto ? Come sei riuscita ad auto-produrlo?

Ho prodotto il mio disco risparmiando ogni giorno, non andando a fare vacanze per un anno. L’idea che quel denaro avrebbe costruito qualcosa di cosi speciale per me non mi ha fatto dubitare nemmeno un istante su ciò che stavo facendo. C’è voluto molto coraggio ad espormi con la mia musica. Sono una persona molto emotiva e ho tentennato per diversi anni ma adesso non mi fermerò più! C’è già in cantiere nuova musica.

Ti rivedremo  in televisione in qualità di attrice o pianista?

Se mi rivedrete in televisione? Chi lo sa. Le dinamiche di questo paese diciamo che non vanno proprio nel versante meritocratico. Chi ha talento dà quasi fastidio. Sto scrivendo molta nuova musica ed anche una sceneggiatura. Non vedo nell’Italia un grande alleato e non me ne dispiaccio. Il mondo è così grande ed io sono una curiosa viaggiatrice. Mi sto anche laureando in psicologia per poi dedicarmi alle neuroscienze e come sappiamo, persino nel campo della ricerca l’Italia è molto indietro quindi credo che tutto questo bello che ho dentro avrà più risonanza altrove.

Firenze: una città che hai mai visitato che ricordi hai ? Hai mai suonato nella nostra città ?

Amo molto Firenze. Ogni tanto prendo il treno per trascorrere un’intera giornata in questa città magica. Mia nonna era Toscana, di Arezzo quindi mi sento un po’ a casa appena vi metto piede. Feci un concerto a Firenze quando ero molto piccola. Fu il primo concerto importante e ricordo un’accoglienza amorevole.

Info e contatti

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